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Il Comune: "A giugno apriamo i campi". La replica di "vastoweb"

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VASTO – “Nessuna consegna c’é stata delle opere al Comune”, ma avverrà “entro il mese di giugno”. Lo afferma il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, riguardo all’articolo pubblicato da vastoweb sui nuovi campi sportivi di Vasto Marina.  “L’impresa Fortunato Medim  – afferma il primo cittadino – oltre ai campi consegnerà i parcheggi alla fruibilità e alla proprietà comunale. Ad oggi non c’é stata consegna.  Dopo le consegne dovrà esserci il collaudo e, quindi, lo svincolo delle polizze fideiussorie oggi a garanzia del Comune. L’impresa ha assicurato il Comune che il tutto avverrà entro il mese di giugno. Il Comune appena la consegna delle opere, porrà i beni al godimento della collettività previa manifestazione pubblica di presentazione”.
La risposta di vastoweb. La notizia da noi pubblicata (e segnalataci già da qualche tempo) è stata definita roboante. Lasciamo ai lettori giudicare se un articolo di 10 righe possa essere considerato tale. Non solo. Nel comunicato del sindaco si parla addirittura di “colossale bufala”. Il nostro lavoro è sollevare problemi. Anche quelli relativi agli spazi destinati allo svolgimento dell’attività sportiva, come campi in cui sono già state montate le reti da pallavolo e da tennis, segno che, con procedure più snelle, potrebbero già essere fruibili dai cittadini. Nelle scorse settimane abbiamo pubblicato interviste a giovani di Vasto che chiedevano più spazi per fare sport.  Nel caso dei nuovi campi di Vasto Marina, si tratta di opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Gli oneri di urbanizzazione sono un contributo che chi costruisce deve corrispondere al Comune a titolo di partecipazione alle spese che lo stesso Comune affronta per fornire servizi alla città. Un contributo che può essere anche pagato, come in questo caso, realizzando opere destinate alla collettività.  Forse la nostra colpa è stata quella di chiedere quando queste opere saranno aperte al pubblico. Ma non ci importa se le nostre domande non piacciono a coloro che devono dare risposte. (Michele D’Annunzio)

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