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Sì al "Grande fratello vastese": via libera alla videosorveglianza

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VASTO – Videosorvegliare la città per dare sicurezza al cittadino. E’ stato questo uno degli argomenti principali del Consiglio comunale di oggi pomeriggio. Più volte è stato ribadito il concetto che Vasto è una città che vive una crescita esponenziale tale che offrire maggiore sicurezza al cittadino è un obbligo e superare le distanze politiche un dovere. Sono concordi tanto la Giunta, quanto tutto il Consiglio all’installazione di un sistema di telecamere nelle zone nevralgiche del territorio comunale, in considerazione anche degli spiacevoli avvenimenti di criminalità che hanno, in maniera negativa, contraddistinto di recente le notti vastesi. Saranno 66 le telecamere sparse su 23 punti sensibili, collegate a un server posizionato presso il Comando Vigili Urbani di piazza Rossetti, con una spesa preventivata di circa 600mila euro. Sono i dati di quella che si preannuncia come una rivoluzione per la sicurezza dei cittadini vastesi. Nello svolgersi della seduta poche sono state le voci fuori dal coro: più che altro si è trattato di richieste di maggiore chiarezza su chi dovrà gestire il servizio e sulle modalità che si intendono seguire per garantire l’appropriata manutenzione dei complessi sistemi di videoripresa. Servizio che dovrà, come da richiesta dei più, essere conferito con il ricorso allo strumento del bando pubblico di assegnazione. Durante la seduta qualche perplessità è stata espressa da Riccardo Alinovi (Udeur) circa il posizionamento delle telecamere. Da qui la richiesta relativa all’eventuale esistenza di un progetto che già contemplasse la definizione dei punti strategici. Favorevoli al regolamento predisposto dal dirigente della polizia municipale, Ernesto Grippo, sia la maggioranza che l’opposizione: 26 sì su 27 consiglieri presenti. Si è astenuto il solo Fabio Smargiassi, capogruppo di Rifondazione comunista, critico sotto il profilo della spesa che il Comune dovrà affrontare e scettico sul fatto che puntare gli obiettivi video sulla città possa servire da deterrente e scongiurare gli episodi di criminalità. Ha anche chiesto di modificare alcuni aspetti del documento. Dunque telecamere come ulteriore strumento di controllo per gli organi preposti a fare sicurezza, utilizzando proprio le registrazioni come eventuali prove in sede di processo e come strumento di indagine per il già complesso lavoro svolto dalle forze dell’ordine.  Il Consiglio ha anche approvato un ordine del giorno proposto da Gianni Quagliarella (Pd) e firmato da 20 consiglieri per esprimere solidarietà ai lavoratori della Gpk, azienda di Punta Penna che ha annunciato di voler chiudere per trasferire la produzione a Castellalto, in provincia di Teramo. I posti di lavoro a rischio sono 16.  In avvio di seduta il Pd aveva presentato un’interrogazione al sindaco, Luciano Lapenna (assente per partecipare a Chieti alla riunione del comitato ristretto dei sindaci della Asl), in merito alla ristrutturazione degli ex palazzi scolastici di corso Italia. La questione riguarda la ripartizione della proprietà tra il Comune (45%) e l’impresa pescarese Edmondo costruzioni (55%) e la qualità dei lavori eseguiti, che hanno evidenziato diverse criticità: infiltrazioni d’acqua e distacchi di intonaci e pavimenti. Il Consiglio si chiude con l’esame, non senza sospensioni e conseguente allungamento dei tempi, delle osservazioni presentate dai cittadini alle nuove Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore. 
Emanuele La Verghetta

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