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Dopo la sentenza del Tar Lapenna va avanti: "Rilanciare il D'Avalos"

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VASTO – Il Comune non si opporrà all’ordinanza con cui il Tar sospende la nuova gestione di Palazzo D’Avalos, ma “il percorso deve andare avanti. La storica residenza dei marchesi deve diventare una fabbrica di eventi e non di debiti”, afferma il sindaco Luciano Lapenna. Prima del 15 settembre non si farà in tempo a espletare la gara pubblica imposta dal Tribunale amministrativo regionale, che ha ritenuto illegittimo l’affidamento diretto per un anno alla Fondazione per l’arte, l’archeologia e la cultura del Vastese, composta dai Comuni di Vasto e San Salvo e da diversi altri soggetti pubblici e privati. Il ricorso al Tar era stato presentato dalla cooperativa Arcobaleno, che ha gestito Palazzo D’Avalos fino al recente passato. Nel frattempo, si troverà una soluzione temporanea perché uno dei simboli della città rimanga aperto durante la stagione estiva.

Il ricorso. La cooperativa Arcobaleno ha chiesto e ottenuto dal Tar la sospensiva per rimettere tutto in discussione. Per i giudici amministrativi, non si può procedere all’affidamento diretto, come ha fatto il Comune di Vasto, ma serve un’asta pubblica, che verrà indetta “entro il 15 settembre”, dice Lapenna durante la conferenza stampa in municipio, alla presenza dei legali Stefano Monteferrante e Nicolino Zaccaria dell’avvocatura comunale. “Abbiamo già dato mandato al dirigente – spiega Lapenna – di emanare il bando di gara e gli atti per assicurare nel frattempo l’apertura di Palazzo D’Avalos”. “Fino al 15 settembre – dice l’avvocato Monteferrante – si può disporre un affidamento diretto, ma per una somma inferiore” ai 114mila euro previsti “e per garantire i servizi essenziali. Il Tar ha preferito l’aspetto della legittimità rispetto al periculum del grave danno derivante dall’interruzione della gestione, ma si tratta di un provvedimento cautelare che non restituisce la gestione alla cooperativa Arcobaleno”. Su quest’ultima il primo cittadino sostiene che “puntavamo a tutelare i lavoratori, inserendoli dentro la Fondazione, ma non è stato raggiunto l’accordo economico. Rigetto le accuse di giochi loschi e sotterfugi”.

Il futuro. Lapenna annuncia che non si andrà a giudizio davanti al Consiglio di Stato. “L’amministrazione comunale non ha intenzione di opporsi all’ordinanza del Tar, ma il percorso di Palazzo D’Avalos deve andare avanti. Deve diventare una fabbrica di eventi e non di debiti. Rimane ferma la nostra intenzione di cambiare una gestione che non ci soddisfa”. Vi proponiamo un’intervista video con Luciano Lapenna. Riprese e montaggio sono di Emanuele La Verghetta.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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