vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

La Lega Nord chiude il circolo cittadino, Moretti scrive a Bossi

Più informazioni su

VASTO – Un incontro urgente con Umberto Bossi. Lo chiedono Stefano Moretti e gli iscritti di Vasto della Lega Nord in una lettera inviata alla segreteria politica del leader del Carroccio per protestare contro la chiusura del circolo locale del partito disposta da due parlamentari, Rondini e Munerato. Secondo Moretti, dietro questa operazione ci sarebbe una precisa richiesta dei vertici provinciali e regionali dei lumbàrd.

“Siamo un gruppo di giovani – si legge nella missiva – che ad ottobre 2009 è stato incaricato di rappresentare la Lega Nord a Vasto, in provincia di Chieti.
Tra le mille difficoltà, in quanto la maggior parte di noi non ha un lavoro stabile ma con grande determinazione riusciamo ad andare avanti mettendoci sempre in gioco, abbiamo immediatamente cominciato un’intensa attività politica sul territorio operando nel pieno rispetto degli ideali della Lega Nord ed avendo sempre come stella cometa tutta la sua storia politica coronata da battaglie e da innumerevoli sacrifici”. E poi il racconto di due iniziative: la prima contro la chiusura della stabilimenti di Mafalda dell’impresa vastese Smi con conseguente perdita di circa 130 posti di lavoro tra operai diretti e dell’indotto, la seconda per la trasparenza dei bilanci della Pulchra, la società che gestisce a Vasto il servizio di raccolta della spazzatura. Il Comune è socio al 51% e spende 6 milioni 500mila euro l’anno. Moretti sostiene si sia attivata una manovra politica per mettere a tacere qualsiasi polemica su questa questione.

“Quello che le chiediamo – scrivono gli iscritti vastesi della Lega – è di poterla incontrare personalmente a Roma anche per dieci minuti in modo da potergli portare documentazione inerente tutta l’attività portata avanti dal gruppo di giovani che hanno dato vita alla Lega Nord Vasto e che sono stati cacciati perché sono andati a  toccare determinati interessi.
Avevamo pensato di incatenarci davanti ai suoi uffici perché non riteniamo giusto un atteggiamento del genere, visto che abbiamo lavorato, lottato secondo gli ideali della Lega nell’interesse del popolo e per questo siamo stati cacciati e trattati come dei briganti”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

Più informazioni su