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Notarangelo presidente della Commissione sugli ex-Palazzi Scolastici

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VASTO – Michele Notarangelo (Pdl) è il presidente della commissione d’indagine sulla ristrutturazione degli ex palazzi scolastici di corso Italia. Si è insediato ieri l’organismo istituito dal Consiglio comunale per fare chiarezza sui problemi evidenziati dopo gli interventi di remaquillage dei due edifici e sulla ripartizione della proprietà tra il Comune e l’impresa che ha eseguito i lavori, la Edmondo di Pescara. Ne fanno parte per il centrosinistra Fabio Giangiacomo (Pd), Alfredo Bontempo (Idv) e Fabio Smargiassi (Rifondazione comunista). Componente della commissione è anche Riccardo Alinovi (Udeur), da poco uscito dalla maggioranza. I supplenti sono Antonio Di Santo (Pd),  Nicolangelo D’Adamo (Pd), Ivan Aloè (Pd) e Giuseppe Madonna (Rifondazione comunista). Per l’opposizione, i componenti sono Etelwardo Sigismondi (Pdl), Michele Notarangelo (Pdl) e Francesco Piccolotti (Udc). Supplenti Francesco Paolo D’Adamo (Pdl), Mario Baiocco (Pdl) e Alessandro La Verghetta (Alleanza per Vasto). Nella prima seduta, con l’astensione della maggioranza di centrosinistra, Notarangelo è stato eletto alla presidenza, che spetta all’opposizione. Una scelta che Alinovi ha criticato, sostenendo che Notarangelo “non ha votato l’istituzione della commissione e ora si ritrova a fare il presidente della stessa, pur essendo inopportuno affidare a lui la guida dell’organismo d’inchiesta, vista la sua attività professionale di ingegnere e la vicinanza politica al consigliere Giuseppe Tagliente, che era sindaco quando furono affidati i lavori di ristrutturazione”. Nei confronti del presidente della commissione, Alinovi parla di “conflitto d’interessi” e dice di sentire “ancora aria di inciucio tra centrodestra e centrosinistra”. 
Gli interrogativi. La commissione d’indagine dovrà rimuovere alcuni punti interrogativi relativi ai lavori di ristrutturazione. Il risultato degli interventi ha denotato non pochi problemi, dovuti allo sgretolamento di intonaci e cornicioni, alle infiltrazioni d’acqua e alla scarsa tenuta di alcune pavimentazioni. Ma cè anche la questione che riguarda la suddivisione della proprietà tra l’impresa privata che ha eseguito i lavori e il Comune. Quest’ultimo è titolare del 45%, percentuale in cui sono stati inserite anche le superfici sconvenienti, come porticati e corridoi. In più rimane da chiarire se controllori e controllati siano le stesse persone, visto che la documentazione relativa vicenda evidenzierebbe come l’incarico di vigilare sulla corretta esecuzione dei lavori sia stato affidato dal Comune ad alcuni tecnici della stessa impresa aggiudicataria dell’appalto. 
Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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