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Ex Palazzi scolastici, inizia l'inchiesta. Notarangelo: "Non siamo giudici"

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VASTO – Dalla prossima settimana inizierà l’esame dei documenti. Il lavoro della commissione d’indagine sulla ristrutturazione degli ex palazzi scolastici entrerà nel vivo a partire dalla seconda seduta. Nella prima, i 7 componenti dell’organo d’inchiesta istituito dal Consiglio comunale hanno scelto (con l’astensione dei 4 della maggioranza di centrosinistra) Michele Notarangelo presidente della commissione. “La prossima settimana – spiega il consigliere comunale del Pdl – torneremo a riunirci e inizierà ufficialmente il nostro lavoro. Verificheremo i compiti attribuitici nello specifico dal Consiglio comunale e le modalità di svolgimento. Il nostro compito è esaminare la documentazione. Saremo tenuti, come sempre in questi casi, al rigoroso rispetto del silenzio con l’esterno. Quando, al termine del nostro lavoro, avremo stilato una relazione sulle informazioni acquisite, la rimetteremo al Consiglio comunale e i risultati dell’attività svolta saranno resi noti a tutta la città”.

Le polemiche. Critiche alla scelta di affidare la presidenza a Notarangelo sono state sollevate nella prima seduta da Riccardo Alinovi (Udeur): “Il consigliere Notarangelo – è la polemica – non ha votato l’istituzione della commissione e ora si ritrova a fare il presidente della stessa, pur essendo inopportuno affidare a lui la guida dell’organismo d’inchiesta, vista la sua attività professionale di ingegnere e la vicinanza politica al consigliere Giuseppe Tagliente, che era sindaco quando furono affidati i lavori di ristrutturazione”. Nei confronti del presidente della commissione, Alinovi parla di “conflitto d’interessi” e dice di sentire “ancora aria di inciucio tra centrodestra e centrosinistra”.

La replica. “Di questo passo – ribatte Notarangelo – basterà che uno sia vastese perché qualcuno sollevi un conflitto d’interessi. Chi mi conosce sa chi è Michele Notarangelo. Prima dell’insediamento della commissione, io e altri componenti abbiamo chiesto al segretario comunale, Rosa Piazza, se c’erano motivi ostativi all’accettazione dell’incarico. Non ce ne sono Tengo a precisare che noi non siamo giudici. Guarderemo le carte e riferiremo al Consiglio comunale, che è sovrano e deciderà. E certo il Consiglio non è in mano al centrodestra”

Gli interrogativi. La commissione d’indagine dovrà rimuovere alcuni punti interrogativi relativi ai lavori di ristrutturazione. Il risultato degli interventi ha denotato non pochi problemi, dovuti allo sgretolamento di intonaci e cornicioni, alle infiltrazioni d’acqua e alla scarsa tenuta di alcune pavimentazioni. Ma cè anche la questione che riguarda la suddivisione della proprietà tra l’impresa privata che ha eseguito i lavori e il Comune. Quest’ultimo è titolare del 45%, percentuale in cui sono stati inserite anche le superfici sconvenienti, come porticati e corridoi. In più rimane da chiarire se controllori e controllati siano le stesse persone, visto che la documentazione relativa vicenda evidenzierebbe come l’incarico di vigilare sulla corretta esecuzione dei lavori sia stato affidato dal Comune ad alcuni tecnici della stessa impresa aggiudicataria dell’appalto.

I componenti. Della commissione sono membri per il centrosinistra Fabio Giangiacomo (Pd), Alfredo Bontempo (Idv) e Fabio Smargiassi (Rifondazione comunista). Componente della commissione è anche Riccardo Alinovi (Udeur), da poco uscito dalla maggioranza. I supplenti sono Antonio Di Santo (Pd),  Nicolangelo D’Adamo (Pd), Ivan Aloè (Pd) e Giuseppe Madonna (Rifondazione comunista). Per l’opposizione, i componenti sono Etelwardo Sigismondi (Pdl), Michele Notarangelo (Pdl) e Francesco Piccolotti (Udc). Supplenti Francesco Paolo D’Adamo (Pdl), Mario Baiocco (Pdl) e Alessandro La Verghetta (Alleanza per Vasto).

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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