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Slow food: scuola di brodetto con un grande chef a Palazzo D'Avalos

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VASTO – La cornice di Palazzo D’Avalos, prezioso avamposto sul cristallino mare Adriatico, ha fatto da sfondo all’incontro che fa da prologo alla ormai appuntamento fisso con il brodetto alla vastese. Una serata di inizio estate che parte dal presupposto, più volte ribadito, che tradizione ed innovazione possono convivere e dare vita ad un nuovo slancio per il turismo. Lo slancio che il brodetto con la sua tipicità può rappresentare nella complessità di un prodotto turistico, quale quello vastese, che vuole sfondare. L’importanza della cucina tipica è al centro dell’intervento del sindaco di Vasto Luciano Lapenna che, elogiando la tradizione culinaria degli antichi, ha espresso con fermezza l’importanza della caratterizzazione territoriale. Il territorio è fatto, secondo il primo cittadino vastese, anche di prelibatezze culinarie che ne contraddistinguono le specificità rispetto ad altri, la carta di identità di un luogo passa anche attraverso la quotidianità e le tradizioni. Brodetto e Contorni, sapori e saperi della tradizione vastese: è il titolo della kermesse che si appresta a prendere il via. Contorni sono quelli che ha presentato il fiduciario Vastese di Slow Food Raimondo Pascale. Una manifestazione che non guarda al solo brodetto ma anche alle collateralità che intorno ad una tipicità si possono costruire. Di qui la creazione di cene tematiche, eventi musicali e teatrali ed originali momenti, come il mercato del gusto ed il teatro della cucina. Pascale ha voluto sottolineare il rapporto del brodetto con la Comunità del Cibo e l’importanza del mare Adriatico. Slow Food ha inteso, nelle parole del suo fiduciario, occuparsi a trecentosessanta gradi di questa manifestazione, lavorando a stretto contatto con il Comune di Vasto, oltre al rapporto istituzionale con Regione e Provincia, Arssa, Confcommercio e Confesercenti. Il profilo storico presentato, ha rimarcato come la pietanza tipica vastese possa essere considerata un piatto di risulta, realizzato con quello che dall’attività di pesca veniva scartato. A relazionare sul brodetto in un’accezione che va ben oltre i confini vastesi, sono stati diversi esponenti di Slow Food a livello nazionale, i quali hanno ribadito l’importanza di garantire un prodotto che sia espressione della genuinità della cucina dei nostri nonni: l’ingrediente vero e sano fa la qualità, ma purtroppo al contempo bisogna fare i conti con molti falsi culinari. Il pesce, come si sa, non è certo cibo facile da trattare e, quindi, rispettare le regole è importante se si vuole concedere un prodotto serio e valido. A destare preoccupazione, per gli esperti di Slow Food, è la nuova normativa europea in fatto di pesca, definita “una mannaia” per chi lavora e vive di pesca e per tutti coloro che operano nel settore gastronomico.
Durente la serata c’è stata anche la Lectio Magistralis tenuta dallo Chef internazionale Carlo Romito con indicazioni su come trattare il pesce e realizzare un fantastico brodetto, in cui possono convivere, in un matrimonio di sapori, tradizione e ricercatezza culinaria moderna. La manifestazione prenderà il via dal 18 giugno per terminare il 5 luglio, tra cene tematiche, laboratori del gusto, spettacoli, musica, convegni, cene itineranti e tanto altro.

Emanuele La Verghetta

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