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Proiettili, le indagini dei carabinieri: sparati in aria. Due le piste

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VASTO – Erano 3 colpi sparati in aria. Chi ha fatto fuoco a Vasto Marina non aveva mirato ad altezza d’uomo. Ne sono convinti i carabinieri, che indagano sui proiettili che hanno squarciato la notte nel centro della località balneare. Uno ha sfondato la finestra dell’attico del palazzo che si trova vicino al ponte dell’ex tracciato ferroviario e ha compiuto una pericolosissima carambola nell’appartamento in cui dormivano 6 persone di Campobasso: Agostino Paolino, impiegato di banca in pensione, e la sua famiglia, tra cui i 2 nipotini. Fortunatamente nessuno era in piedi alle 3, quando la pallottola si è infilata in casa rimbalzando su due muri e bucando due porte. Rimangono due le piste investigative. Prima ipotesi: un atto compiuto per intimidire qualcuno, ma la mano ignota che ha premuto il grilletto non ha puntato l’arma ad altezza d’uomo. Non voleva uccidere. Seconda: chi ha sparato voleva solo seminare il panico generale. Nei giorni scorsi, i militari dell’Arma, per risalire al responsabile, hanno eseguito perquisizioni e ispezioni nella località balneare alla ricerca dell’arma, ma anche per ricostruire la traiettoria del proiettile che ha centrato l’attico del palazzo. Intanto, l’ogiva della pallottola ritrovata nell’appartamento è stata inviata agli esperti del Ris di Roma. Il ricorso ai reparti specializzati nelle investigazioni scientifiche si è reso necessario perché il proiettile era deformato dopo i rimbalzi dentro la casa e non era possibile stabilirne il calibro. 

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