vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

L'angolo dei lettori. "Federalismo: rischioso unire Abruzzo e Molise"

Più informazioni su

VASTO – Sulla proposta del consigliere regionale Giuseppe Tagliente di riunire Abruzzo e Molise per affrontare la sfida del federalismo, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di un nostro lettore, Danilo Menna:

“Intervenendo sulla proposta del Consigliere Tagliente di riunificare la Regione Abruzzo con quella del Molise, proposta condivisa anche dal nuovo movimento Alleanza Per Vasto, e sui vantaggi che a suo dire questa riunione porterebbe, non è possibile esprimere parere positivo per le seguenti ragioni. Se pur condivisibile su un piano prettamente sentimentale, gli effetti che produrrebbe detta riunione sono in parte negativi e in parte imprevedibili e quindi rischiosi.

Preliminarmente è d’obbligo criticare il metodo utilizzato. Quando si avvia un’iniziativa riguardante gli interessi di circa 1.700.000 cittadini le argomentazioni poste a fondamento devono essere precise e convincenti altrimenti si corre il rischio di perdere tempo o peggio di arrecare danno ai cittadini (e anche di essere giudicati quantomeno superficiali). Per convincere gli elettori circa l’opportunità di detta riunione non è sufficiente far riferimento genericamente al federalismo e rappresentare un’utilità che si concretizzerebbe in un maggior peso politico nella Conferenza Stato-Regioni, anche perché come vedremo non è così.

Atteso che per affrontare una tematica di questa importanza lo strumento dell’articolo non è evidentemente idoneo, mi impegnerò a sintetizzare/schematizzare quanto più possibile.

– Bisogna innanzitutto prendere atto che la Conferenza Stato-Regioni è strutturata in modo penalizzante per le Regioni. Tali enti infatti si trovano in una posizione debole (non paritaria) rispetto allo Stato, e già questo elemento mette in crisi l’ipotesi prospettata dal Consigliere Tagliente circa l’utilità di questo presunto maggior peso politico che si avrebbe all’interno della Conferenza Stato-Regioni. A questa circostanza va necessariamente aggiunto sia che la Conferenza è uno strumento poco utilizzato e sia che non è assolutamente vero che una regione “grande” ha più importanza di due “piccole”. E in merito a ciò il Consigliere non ha tra l’altro fornito elementi per convincerci del contrario. Utili invece risulterebbero delle azioni politiche congiunte tra Regioni, non è un caso che il legislatore si sia preoccupato di costituzionalizzare il principio della “leale collaborazione” tra enti. Purtroppo però la gran parte dei politici ignorano, o peggio non conoscono, l’esistenza di tale “onere comportamentale” (spesso lo ignorano per ragioni di natura elettorale!).

– Il richiamo al federalismo è evidentemente fuori luogo. Quale federalismo? Intanto è utile chiarire, con buona pace di Bossi, che in Italia non c’è alcun sistema federale ed è difficile che ci sarà, almeno per i prossimi anni. Quanto detto lo si deduce oltre che dalla struttura della carta costituzionale anche dal linguaggio del legislatore che nell’effettuare le riforme non parla di “federalismo” ma di “federalismo fiscale, federalismo amministrativo etc.”, la differenza non è solo nominalistica ma sostanziale. Sicché è possibile affermare che la classe politica italiana da circa un decennio cerca di impiantare nella nostra organizzazione regionale, per ottimizzarla, alcuni aspetti dei sistemi federali (anche perche Stato Federale ci si nasce, difficilmente ci si diventa; figuriamoci in Italia!).

– In relazione al discorso appena fatto, esiste una incognita che rispetto alla proposta del Consigliere Tagliente è molto rilevante. Il federalismo fiscale oggi in cantiere non specifica come avverrà la nuova perequazione. Ipotizziamo quindi che si decidesse di avviare una perequazione per Regione (cosa possibile!), cosa accadrebbe ai nuovi Abruzzi? Ovviamente ci ritroveremmo penalizzati perché finanziati dallo Stato in misura minore rispetto ad oggi.

Ai motivi appena esposti sarebbe possibile aggiungerne diversi altri ma l’articolo diventerebbe probabilmente tedioso per il lettore.

Tuttavia, concludendo, se la proposta voleva essere seria e non speculativa elettoralmente, considerate le vicine elezioni comunali vastesi, questo articolo arricchisce e alimenta la discussione. Sarei ben felice di essere smentito anche perché, come ho già detto, l’iniziativa è sentimentalmente condivisibile”.

 

Più informazioni su