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Aperta la pista ciclabile lungo la riserva naturale delle Dune

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VASTO – Quattro chilometri. In legno i primi 239 metri, quelli sulla spiaggia di Vasto Marina, gli altri di materiale ecologico più resistente. Una striscia riservata agli amanti della bicicletta e delle passeggiate a piedi. Un percorso che costeggia la riserva regionale delle Dune di Vasto Marina. Domani pomeriggio, alle 18.30, il taglio del nastro della pista ciclabile. Stamani la conferenza stampa nei giardini del Park Hotel Resort e sotto la pineta in cui si insinuano le due curve inziali di un tracciato in gran parte rettilineo. Più di qualcuno ha voluto sperimentare il percorso ciclopendonale già prima dell’apertura ufficiale: bici e pedoni hanno cominciato a fare su e giù. Realizzata dalla Cierre di Castelpetroso (Isernia), la pista ciclabile di Vasto Marina è costata 439mila 298 euro (108mila stanziati dal Comune) su una cifra disponibile di 611mila. Lunga 4 chilometri e 239 metri, è larga 2 metri e mezzo. E’ illuminata ed “è stata completata all’80%. Manca solo il ponticello di località Buonanotte, che consentirà di arrivare fino a San Salvo Marina”, spiega il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna. “E’ il primo passo di un progetto complessivo che doterà la nostra città di 40 chilometri di piste ciclabili, compresa quella che sorgerà sull’ex tracciato ferroviario. Saremo tra le prime località d’Italia. In questi giorni, uno dei più grandi giornalisti norvegesi”, arrivato in città insieme ai tour operator scandinavi, “si è complimentato con noi. Se trovano certe cose, i tour operator possono portare a Vasto 10mila turisti dalla Norvegia”. “Alle piste ciclabili – sottolinea Anna Suriani, assessore all’Ambiente – abbiamo creduto anche quando sorsero comitati di protesta”, mentre il vice sindaco, Vincenzo Sputore, annuncia che “il Ministero dell’Ambiente ci ha concesso un nuovo finanziamento per il completamento dei tracciati. Per i controlli – aggiunge Sputore, che è anche assessore alla Polizia municipale – abbiamo due bici in dotazione al Comando vigili e un agente che è anche campione di mountain bike. Potremmo chiedere a lui di controllare questa zona”. La progettista, architetto Laura D’Alessandro, ricostruisce l’iter: “Il primo progetto è del 2001, su incarico ricevuto dalla Provincia di Chieti. Inizialmente fu bocciato e ne abbiamo dovuto presentare un altro. Negli anni scorsi ci siamo scontrati con le proteste. Per opporsi ha questa iniziativa era stato costituito un comitato, ma questo percorso ciclopedonale non comporta nessun tipo di inquinamento”. Lo sostiene anche Stefano Taglioli, della cooperativa Cogecstre, che gestisce la riserva di Punta Aderci: “Con la realizzazione della pista, abbiamo perso tra l’1 e il 2% di patrimonio dunale, che verrà recuperato tramite un’attività di rinaturalizzazione con piante autoctone del giardino botanico di San Salvo Marina”, il cosiddetto Biotopo costiero. Ma c’è il problema che riguarda un’altra pista ciclabile. Quella di contrada Lebba, oggetto di un’interrogazione del consigliere comunale dell’Udc Massimiliano Montemurro. Lapenna ammette che è praticamente terminata, ma “non ci è stata riconsegnata. Stiamo cercando di superare i problemi con l’impresa” che ha eseguito i lavori.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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