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Desiati: recinzioni in spiaggia non servono. D'Adamo: ormai è tardi

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VASTO – Invece di fare le recinzioni, gli stabilimenti balneari organizzino insieme un servizio di sorveglianza. Lo chiede Massimo Desiati, ex assessore regionale al Turismo nella Giunta di centrodestra guidata dal 2000 al 2005 da Giovanni Pace. Secondo Francescopaolo D’Adamo (Alleanza per Vasto), il problema andava affrontato prima. E non in piena stagione turistica. Continua a far discutere l’emendamento approvato dal centrodestra in Consiglio regionale.

Desiati. Secondo l’ex assessore regionale, il problema delle “recinzioni degli stabilimenti balneari non è stato sollevato da nessun Comune interessato né dalle istituzionali associazioni di categoria. E’ stato sollevato soltanto a Vasto. In nessun altra parte del litorale abruzzese, in nessun altro Comune (a meno che non fosse un cordone o una bassissima retina a vista), si è sentita la necessità di recintare gli stabilimenti balneari. A Vasto, sì.

Ora, si comprendono i motivi di sicurezza, che sono importantissimi; la garanzia di delimitazione, anche se non accade mai che il vicino… si allarghi su altre concessioni; l’affermazione di titolarità sul bene demaniale concesso… ma, ci si chiede, perché nelle altre parti d’Abruzzo, questo problema non esiste?!

Ritengo ci siano altri modi per tutelare la sicurezza degli impianti balneari, le loro strutture mobili e le attrezzature relative. Si fa come si fa nelle altre parti d’Italia in cui non esistono esigenze di delimitazione determinate da altri motivi. Si incaricano cooperative di guardianìa associando gli stabilimenti balneari e non dividendoli – conclude Desiati – con steccati e palizzate”.

Francescopaolo D’Adamo. “Premesso che sono contro le recinzioni alla Marina ed in ogni spazio pubblico – afferma l’ex assessore comunale, che ha aderito ad Alleanza per Vasto – ritengo necessario evidenziare un preciso atto di provincialismo. Pensare che il Governo Regionale, si presti ad emanare una Legge per salvare” qualche “balneatore vastese, è un atto di pochezza politica. E di pochezza politica ritengo di poter accusare chi, non essendo in questi anni a risolvere il problema, adesso, cavalcando una azione “forse” sbagliata (grave sarebbe se, come dice Walter Caporale, si potrà entrare nelle nostre spiagge solo pagando o su concessione dei proprietari degli stabilimenti) di rappresentanti della politica locale, vuole dare a questo problema un peso che si “alleggerirà” col passare dei giorni, quando si dovrà recuperare ogni “risorsa” elettorale”. D’Adamo ricorda che “alla Villa Comunale e allo stadio Aragona sono state installate le telecamere ma mica sono stati abbattuti i recinti. A Maurizio Acerbo”, consigliere regionale di Rifondazione comunusta, “che giustamente dice: In una regione in cui ci sono tanti problemi, dal terremoto ai trasporti, pensano a fare un favore a qualche amico balneatore, si può rispondere allora perché Lui si è scomodato, insieme al senatore Legnini ed altri? Non aveva problemi più importanti da affrontare?
Siamo alle porte della stagione estiva, anzi ci siamo dentro, questi problemi si affrontano già dall’autunno precedente. Cosa abbiamo fatto prima d’ora – chiede D’Adamo – abbiamo dormito?”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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