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Tagliente: sì alle recinzioni contro i vandali

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VASTO – Le recinzioni sono utili alla difesa degli stabilimenti balneari dal vandalismo, sono state autorizzate dalle amministrazioni comunali di centrodestra prima che cambiassero le regole riguardanti gli arenili e la loro altezza potrà essere stabilita dal Piano spiaggia del Comune di Vasto. Giuseppe Tagliente, risponde così alle accuse piovute addosso a lui e ad altri due consiglieri regionali, Antonio Menna e Antonio Prospero, dopo l’approvazione della norma salva-recinzioni, che consente di ripristinare le reti di protezione di bar e cabine dopo un braccio di ferro lungo circa 4 anni tra il Comune, intenzionato a garantire i regolari accessi al mare, e i balneatori, che considerano necessari i gabbioni per respingere i vandali. Il centrosinistra fa le barricate e, dopo la protesta di sabato scorso a Vasto Marina, ora annuncia il ricorso alla Corte costituzionale per ottenere l’annullamento del salva-recinzioni. Sabato, su convocazione del sindaco, Luciano Lapenna, era stata alta la partecipazione di rappresentanti politici di tutti i livelli, dal Parlamento al Consiglio comunale, per dire no a quelli che il Pd ha definito i pollai in spiaggia. Tagliente, affidando la sua risposta al sito internet del Consiglio regionale (http://www.consiglio.regione.abruzzo.it/), bolla le proteste definendole un segno della “matrice collettivistica” lontana dalla “ragion pratica e dal buon senso” e giustifica il provvedimento con “la necessità di offrire una tutela alle strutture private (ancorchè realizzate su siti demaniali) che sono state oggetto di ripetuti, fisiologici, atti vandalici costati migliaia di euro agli imprenditori della balneazione”.

“Castronerie dette ad arte per suscitare reazioni emotive nell’opinione pubblica”: così il consigliere regionale di Rialzati Abruzzo definisce le polemiche che non si placano, aggiungendo che “l’altezza dei dissuasori dovrà essere comunque stabilita in sede di redazione del Piano del Demanio Marittimo Comunale e che in quel contesto (ove mai, ad esempio, l’amministrazione comunale di Vasto volesse finalmente degnarsi di licenziarne uno) ogni Comune potrà autonomamente decidere la misura e la tipologia della modalità difensiva”. 

“Il limite del libero accesso all’arenile – aggiunge Tagliente – rimane una condizione insuperabile ed insopprimibile”. Infine, “le delimitazioni preesistenti, oggetto di ordinanza sindacale di rimozione, avevano a suo tempo avuto il relativo permesso di costruzione dalle amministrazioni comunali e demaniali e quindi, più che abusive, sono da ritenersi non coerenti con l’intervenuta modifica del regime concessorio”.

Su Vastoweb si può votare il sondaggio istantaneo sulle recinzioni in spiaggia.

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