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Recinzioni in spiaggia, la Regione fa un mezzo passo indietro

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VASTO – La Regione comincia a fare mezzo passo indietro. Solo i prossimi giorni diranno se ne farà uno completo per tornare alla posizione di partenza: quella precedente all’approvazione del salva-recinzioni, la norma con cui la maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale ha detto “sì” al ripristino delle reti esterne a protezione degli stabilimenti balneari, schierandosi di fatto dalla parte dei balneatori e contro il Comune di Vasto che aveva ingaggiato da circa 4 anni con i concessionari un braccio di ferro legale per la riapertura degli accessi al mare. Il centrosinistra, dopo aver organizzato sabato scorso la protesta di Vasto Marina, minaccia di ricorrere alla Corte costituzionale per chiedere l’annullamento del salva-recinzioni, che consente di proteggere bar e cabine con reti e pali alti un metro e 80 centimetri. Ieri, a Pescara, i rappresentanti dei titolari degli stabilimenti balneari e quelli delle associazioni ambientaliste si sono seduti attorno a un tavolo insieme all’assessore regionale al Turimo, Mauro Di Dalmazio. “Pur riconoscendo la necessità di una soluzione per proteggere le strutture dagli atti vandalici – commenta Loredana Di Paola del Wwf – riteniamo che questo provvedimento vada abrogato immediatamente. La norma che salva le recinzioni abusive è illegittima: fare condoni non è di competenza regionale. Per quanto riguarda la protezione delle strutture esistono soluzioni a impatto zero come le telecamere e il servizio di sorveglianza a pagamento”. 

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