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Il "no" alle recinzioni: la protesta approda anche su Facebook

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VASTO – Sul popolare social-network Facebook è nato da qualche giorno il gruppo No reti-Contro le recinzioni sulle spiagge in Abruzzo.  A promuoverlo attivisti contro il recente provvedimento del  Consiglio Regionale riguardante le recinzioni sulle spiagge, che tante proteste, discussioni e polemiche ha generato nelle ultime settimane.  Quello che riportiamo è uno dei post presenti sulla pagina del gruppo. “La costernazione è il primo sentimento provato a reazione della nota del consorzio Lidi vastesi, in merito alle polemiche sull’emendamento “spiagge ingabbiate”. Poi, a ben leggere, lo smarrimento iniziale lascia il posto alla convinzione che certe affermazioni non potevano essere non dette. Mettere insieme i termini recinzioni e libertà crea un ossimoro evidente a chiunque, tranne che ai consorziati Lidi vastesi, che usano quelle due parole con imbarazzante disinvoltura. Nella nota dei consorziati balneatori, si legge la loro disponibilità a garantire “il libero e gratuito accesso alla spiaggia tutti i giorni dell’anno ad esclusione delle ore notturne”. Se non è questa una limitazione del libero godimento di un bene collettivo, qual è la spiaggia ed il mare, allora davvero si dovrà rivedere il concetto stesso del termine libero. D’altronde, che le spiagge siano immaginate da questi balneatori come fortini ad accesso limitato, è sottolineato nella stessa nota del Consorzio. I Lidi vastesi  considerano le recinzioni la prima forma di difesa delle loro proprietà, alle quali affiancare “altri accorgimenti di sicurezza che, al limite, possono aggiungersi ma non sostituirsi alle recinzioni”. E tra le loro proprietà, includono implicitamente anche la spiaggia, quando i balneatori affermano che l’innalzamento di recinzioni di quasi 2 metri “risponde all’esigenza di ordinare e regolamentare il godimento del bene [spiaggia] in un’ottica di sicurezza”. Chi ha tempo e voglia, spieghi a questi signori che è proprio questa “regolamentazione del godimento” di un bene pubblico qual è la spiaggia, fatta secondo una volontà, un uso ed un consumo privati, che i cittadini abruzzesi e vastesi contestano. Non è un concetto difficile da recepire. Ma certo comprendiamo le difficoltà di chi è abituato a ragionare privatisticamente anche in merito ai beni collettivi”.
 
Giuseppe Ritucci

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