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Non passa il bilancio di previsione, il sindaco: "Non mi dimetto"

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CASALBORDINO – Non passa il bilancio a Casalbordino: è finita 8-8 in Consiglio comunale. Ma non si tornerà alle urne. Il sindaco, Remo Bello, è infatti intenzionato a presentare un nuovo schema di bilancio da proporre nuovamente ai consiglieri comunali. C’è un altro mese di tempo per approvare il bilancio di previsione. La proroga iniziale concessa dal Ministero dell’Interno scadeva in 30 giugno. Il primo cittadino ha altre 4 settimane di tempo per cercare di riconquistare il voto di 4 dissidenti della maggioranza: Giuliano Di Rito, Sara Bernardo, Giuseppa Scafetta e Luca Romano. I primi due sono del Pd, il partito del primo cittadino. Il 30 aprile il documento contabile era stato bocciato per la prima volta: 9-8 in quella circostanza. Nella seduta di oggi era assente per un lutto in famiglia solo un consigliere: Maria Celano, ex sindaco di centrodestra. 

Le reazioni. “Chi vota contro – commenta Remo Bello – deve uscire allo scoperto presentando una mozione di sfiducia, senza nascondersi dietro un bilancio che non gli piace. Ad ogni buon conto, assieme alla
Giunta, ho già provveduto a deliberare un nuovo schema di bilancio, con alcuni correttivi su turismo, cultura e sociale. Stanziati anche 3000 euro per l’intitolazione dell’auditorium al compianto maestro di musica, Tito Molisani. Adesso – conclude il sindaco – chi vuole può presentare emendamenti: entro un mese il bilancio tornerà all’esame del Consiglio comunale. Io non mi dimetto e continuo a lavorare nell’interesse dei cittadini”.

Critiche da Davide D’Alessandro, coordinatore di Vasto di Alleanza per l’Italia, il partito di Rutelli: “Feci tutto il possibile, insieme al caro amico Luigi Moretta, per indicare alla ridente cittadina adriatica l’unica strada da seguire, dopo la deludente gestione della destra: una politica altra e il ricorso ai sostenitori del Pd per scegliere il candidato a sindaco. Non fummo ascoltati. Il candidato fu imposto dall’alto, le contrapposizioni tra Bello e Di Rito, invece di essere spente dalle primarie, si acuirono. Ora è doveroso tornare al voto. Anche a Casalbordino, come a Vasto, esistono le condizioni per creare un autentico spazio di libertà”.

Giuseppe Ritucci

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