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Bilancio bocciato, i dissidenti attaccano: "Manca il dialogo col sindaco"

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CASALBORDINO – Non c’è dialogo tra il sindaco di Casalbordino e la coalizione che lo sostiene. Per questo, in bilancio vengono trascurate voci importanti, come la programmazione del calendario turistico. Sara Bernardo, uno dei 4 consiglieri dissidenti del centrosinistra, sostiene che le motivazioni del suo “no” sono rimaste le stesse che, esattamente un anno fa, l’avevano indotta a scrivere al primo cittadino, Remo Bello, una lettera in cui chiedeva lo stanziamento in bilancio di 4mila euro destinati a garantire lo svolgimento dell’Estate Casalese. Ora che non è più assessore, ma rimane consigliere comunale, la Bernardo torna ad accusare il sindaco di “assenza di programmazione” e ricostruisce dal suo punto di vista quanto accaduto dal 30 aprile, giorno della prima bocciatura del documento contabile, ad oggi: Bello ha convocato “la sua maggioranza il 14 giugno – racconta la dissidente – per comunicare che non era possibile fare delle variazioni al bilancio perché questo avrebbe richiesto almeno un mese e si sarebbe rischiato di sforare i tempi. In quell’occasione, la proposta del sindaco è stata la seguente: approvazione del bilancio senza modifiche e successivamente apporto di variazioni. Vi invito a riflettere sui tempi: dal 30 aprile 2010, nel quale il sindaco ha dichiarato, in sede di Consiglio, di voler modificare il bilancio coinvolgendo anche la minoranza, ha convocato la maggioranza dopo un mese e mezzo dicendo che non c’erano i tempi necessari. Oltre ad evidenziare la straordinaria capacità del rimandare tutto all’ultimo momento, è chiaro l’atteggiamento e la volontà di lasciare le cose così come sono, perché il dialogo, la condivisione e la collegialità non rappresentano i pregi più caratterizzanti del sindaco; fatto alquanto strano, visto che abbiamo fatto una campagna elettorale dove si sbandierava l’abbattimento del muro tra cittadino e istituzione”. In autunno, al momento dell’approvazione degli equilibri di bilancio, la Bernardo disse che “avrei votato a favore spinta dal senso di responsabilità verso il mio paese, ma solo per dare una possibilità in più alle persone di Casalbordino, evitando il commissariamento. Cos’è cambiato fino ad oggi? A distanza di un anno evidenzio ancora mancanza di programmazione e di indirizzo, staticità amministrativa, peggioramento dei rapporti nella maggioranza avvallato dal fatto che i consensi ormai si chiedono tra le file della minoranza, pur di rimanere a galla”.

 

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