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Processo autovelox, "Pro Trignina": vogliamo costituirci parte civile

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SAN SALVO – Il comitato Pro Trignina vuole costituirsi parte civile nel processo sulla vicenda autovelox selvaggio. L’associazione sorta nel 2009 per tutelare gli interessi degli automobilisti multati lungo la Fondovalle Trigno e per chiedere l’innalzamento dei limiti di velocità, ha presentato attraverso il presidente, Antonio Turdò, istanza al procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vasto, Francesco Prete, istanza per la costituzione di parte civile. “Per noi del comitato Pro Trignina – spiega Turdò – questo rappresenta un momento veramente importante della vita associativa. Abbiamo l’opportunità di rappresentare la tutela dei diritti dei cittadini automobilisti. Quei cittadini che negli ultimi anni stanno subendo lo stillicidio di multe, chiaramente illegittime, come le indagini hanno dimostrato”. Turdò parla di conflitto di interessi di amministratori pubblici, che avrebbero avuto “interessenze con le società di gestione degli autovelox. Il popolo-automobilista dell’Abruzzo, del Molise e di tutta Italia si aspetta che venga dispensata vera e profonda giustizia. Quindi – conclude il presidente di Pro Trignina – ci auguriamo che questa nostra richiesta venga accolta dalla  competente autorità giudiziaria”. L’inchiesta condotta dalla magistratura vastese coinvolge 16 persone, tra cui pubblici amministratori che avrebbero avuto interessi privati nella società di gestione del servizio di controllo elettronico della velocità sulla Statale 650, che collega Abruzzo, Molise e Puglia. Da un anno e mezzo, il comitato Pro Trignina conduce una battaglia contro gli autovelox imboscati e punta a ottenere il risarcimento per migliaia di automobilisti.

micheledannunzio@vastoweb.com

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