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Inchiesta turismo/11: A Vasto -40% di pesce. E i prezzi salgono

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VASTO – Reti più larghe, 40% di pesce in meno. A un mese dall’introduzione delle nuove regole sulla pesca, la marineria di Vasto comincia a fare i conti con le norme restrittive imposte dall’Unione europea per garantire la riproduzione delle specie ittiche. Il calo dei quantitativi di pescato è netto, secondo gli operatori del settore. “Rispetto ad altre marinerie abruzzesi e marchigiane – afferma Franco Trisciuoglio, 67 anni, pescatore vastese – abbiamo scelto le reti con maglie a rombo, perché quelle rettangolari rimangono larghissime, quando vengono trascinate dal peschereccio. E di pesce se ne disperde ancora di più. Per noi, la perdita è del 40%”. In mare rimangono i pesci di taglia medio-piccola. Sulle nostre tavole arriveranno le stesse specie, ma più grandi e a prezzi maggiori, che sono destinati a salire ancora nel periodo clou dell’estate. Le presenze turistiche sono già cresciute e, con esse, anche la domanda di pesce fresco per preparare brodetti, cavatelli con la pescatrice e gli altri piatti (tipici e non) che i turisti consumeranno in ristoranti ed alberghi. I costi per i consumatori aumentano in modo inversamente proporzionale al diminuire delle cassette che arrivano sui banchi di vendita. Gli armatori si sono adeguati, ma per garantire il proprio guadagno e gli stipendi degli addetti hanno fatto lievitare i listini. “I pescherecci ormeggiati al porto di Punta Penna si sono tutti messi in regola con le nuove disposizioni”, spiega il tenente di vascello Fabio Occhinegro, comandante della Guardia costiera di Vasto, mentre “le vongolare”, che lo scorso anno avevano suscitato non poche polemiche perché si spingevano sotto costa rendendo torbide le acque, “sono sparite. Come annunciato, non pescano più a Vasto durante il periodo estivo”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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