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Parte il tour di Stefano Libertis, giovane cantautore vastese

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VASTO – Parte domani sera da Palazzo d’Avalos il tour di Stefano De Libertis, giovane cantautore, che, dopo la vittoria, ad aprile, del prestigioso Festival di Avezzano, si presenta di fronte al grande pubblico per far conoscere più da vicino la sua voce e le sue canzoni.

Da dove nasce la tua passione per la musica?
La mia famiglia ha una tradizione di suonatori di organetto. Così, già da quando avevo 5 anni, ho iniziato ad imparare questo strumento molto importante per la nostra cultura popolare. Successivamente sono passato alla fisarmonica e al pianoforte. Allo stesso tempo ho iniziato a coltivare la passione per il canto e, sempre per questa mia enorme passione per la musica, ho iniziato a studiare da diversi maestri, per poter curare la mia voce.

Nel tuo concerto presenti brani appartenenti a diversi  generi musicali. In quale ti riconosci di più?
Sicuramente mi sento un cantautore di musica leggera e pop italiano. Negli ultimi tempi ho iniziato a scrivere molto, sto lavorando alla realizzazione del mio primo album. Se devo cercare ispirazione sicuramente guardo alla grande scuola dei cantautori italiani che, oltre alla bellezza di musica e parole, davano e danno molta importanza alla ricercatezza dei suoni e  dell’esecuzione. Proprio per questo, ho con me dei musicisti davvero eccezionali: Fabrizio Fabiano, Davide Marcone, Marco Bassi, Fabio Celenza e Piero Minicucci.

Nella tua musica ti accompagni spesso con la fisarmonica. Non temi che qualcuno possa storcere il naso?
La scelta della fisarmonica non è banale. Innanzitutto è uno strumento molto difficile. Poi si presta ad inserirsi molto bene nelle armonie della musica leggera e pop. Invito tutto a venire a sentire nel concerto come la userò, per far ricredere quelli che pensano che la fisarmonica sia solo uno strumento per la musica popolare.

Com’è stata l’esperienza della vittoria al Festival di Avezzano?
Sicuramente una cosa inaspettata. La canzone con cui ho vinto, Jenny sorriderà, era nata di getto, scritta e registrata  tutta in una notte. Al Festival c’erano concorrenti che avevano già una produzione musicale alle spalle, o che si presentavano con canzoni scritte da grandi nomi della musica. Probabilmente sono riuscito a trasmettere al pubblico e alla giuria le mie vere emozioni e questo, oltre che il fatto di aver vinto, mi gratifica davvero tanto.

In un panorama musicale ormai dominato dai talent show, come porti avanti i tuoi progetti?
Cerco di fare musica a 360 gradi. Come dicevo, sto lavorando al mio primo album. Poi ho uno studio di registrazione, dove lavoro per me ma anche per altri. Insegno organetto e fisarmonica e non abbandono mai quello che è stato il primo lavoro di dj nelle feste e in tante altre occasioni. Insomma, cerco di fare davvero della musica la mia vita, cogliendone tutte le sfumature.

Giuseppe Ritucci

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