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Pro Vasto esclusa, Crisci: "Troppe spese, non ce la facevo più

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VASTO – Troppe spese da affrontare da solo. Mimmo Crisci, presidente della Pro Vasto, getta la spugna. Dopo giorni di silenzio, le sue dichiarazioni sono state raccolte da Gabriele Cerulli, addetto stampa della società e curatore del sito ufficiale http://www.provasto.it/. Le riportiamo:

“Il calcio è una droga ed io ho deciso di disintossicarmi – sono le prime parole disperate di Mimmo Crisci – a salvaguardia del benessere delle mie aziende, della mia famiglia e dei miei dipendenti. Il mio consulente da diverse settimane mi intima a lasciare a queste condizioni per evitare d’intraprendere, probabilmente, una strada di non ritorno. Confidavo in qualche aiuto, confidavo soprattutto nell’ottenere il credito di 200.000 euro, ma ho avuto solo le 25.000 del Comune e a quel punto mi sono trovato smarrito. Da solo di fronte ad una situazione insanabile. Ho tirato fuori 150.000 euro per le iberatorie dei calciatori e 30.000 per l’iscrizione tre settimane fa. Avrei dovuto staccare un altro assegno di 185.000 euro per le liberatorie contributive più la fidejussione, che ho provveduto a fare da tempo per un totale di 566mila euro. Tra due settimane saremmo dovuti andare in ritiro e fino a dicembre la Lega non eroga contributi. Il comitato Insieme si può ha registrato una settantina di adesioni, ma di liquidi sono stati versati si e no diecimila euro…Non si può fare calcio da soli o almeno io non posso più farlo da solo. Mi dispiace da morire per i tifosi, la maggior parte dei quali in queste ore mi ha manifestato una solidarietà commovente e non smetterò mai di ringraziarli, ma tant’è, solo un miracolo potrà cambiare le cose…”. Intanto, nel quadro generale di una Lega Pro che sarà decimata a causa dei fallimenti di molte società, rischia di scomparire un intero girone. Le ripescate saranno non più di 16. Stando ad oggi, per la Pro Vasto non ci sono speranze. A meno che, visti i gravi problemi di molte società, le regole non vengano cambiate in corsa, aprendo uno spiraglio per un ulteriore ricorso all’Alta corte di giustizia federale. Ma è solo un’ipotesi. E, in ogni caso, bisognerebbe arrivarci con i conti in regola.

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