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Recinzioni, Acerbo (Prc): "La bandiera nera per colpa di Pdl e Udc"

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VASTO  ”Grazie a Tagliente, all’Udc e al resto del centrodestra la Regione Abruzzo e’ stata insignita della bandiera nera”. E’ ironico il commento di Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione comunista, dopo la notizia dell’assegnazione all’Abruzzo dell’odiato vessillo che viene consegnato dalla Goletta Verde di Legambiente alle località e alle regioni che non tutelano il proprio patrimonio naturalistico. Acerbo attacca Giuseppe Tagliente e Antonio Menna, i due consiglieri regionali vastesi che hanno proposto il salva-recinzioni, la norma che consente ai balneatori di mantenere le recinzioni esistenti e a coloro che le hanno rimosse di installarle di nuovo. Con l’emendamento approvato in Consiglio regionale, il centrodestra si schiera dalla parte di quei concessionari che hanno ingaggiato col Comune di Vasto un braccio di ferro a colpi di ricorsi al Tar. L’amministrazione comunale, infatti, da 4 anni lotta per il ripristino degli accessi al mare e contro quella che definisce una “privatizzazione della spiaggia”, mentre i titolari degli stabilimenti balneari ritengono che le reti esterne servano a garantire sicurezza a bar e cabine. E’ con la legge salva-recinzioni che l’Abruzzo ha guadagnato quello che nessuna regione o località di mare vorrebbe avere: la bandiera nera. ”Davvero un bel risultato conseguito da Tagliente e Menna per sanare le violazioni dei loro amici balneatori di Vasto, ma con effetti devastanti – attacca Acerbo – sull’intero litorale abruzzese”

Giuseppe Ritucci

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