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Coordinamento "No reti": salva-recinzioni, abbiamo fatto ridere l'Italia

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VASTO – Dal coordinamento No reti-contro le recinzioni riceviamo e pubblichiamo:

“Il tentativo di Tagliente di difendere in consiglio comunale l’emendamento spiagge ingabbiate, è tanto ridicolo che l’ordine del giorno presentato dal centrodestra a sostegno delle recinzioni in spiaggia, è stato votato solo da quattro degli undici firmatari l’OdG. Gli altri sette si sono tirati indietro all’ultimo momento uscendo dall’aula, speriamo per la vergogna a prestarsi a giochetti così evidenti di difesa di interessi particolari.

Per sostenere la tesi che vuole giustificare l’ingabbiamento delle spiagge, Tagliente tira fuori in consiglio comunale un presunto nuovo concetto di demanio. A quali novità si riferisce Tagliente sul concetto di demanio? Forse alle procedure di infrazione aperte dalla Comunità Europea a carico dell’Italia proprio in materia di concessioni demaniali? Oppure alla Legge regionale approvata dalla sua maggioranza, che voleva allungare i tempi di rinnovo delle concessioni demaniali di 15 anni, e che è stata bocciata in ambito nazionale?

Sono, quelle di Tagliente, argomentazioni inconsistenti a difesa di un emendamento che finora ha prodotto solo risultati deplorevoli per l’immagine dell’Abruzzo e di Vasto in particolare. Dopo la Bandiera nera assegnata alla nostra regione da Goletta Verde, arriva un articolo su L’Espresso che cita Vasto come la città nota per “la cattiva abitudine dei balneari vastesi, famosi in tutto l’Abruzzo per il vezzo di sbarrare con reti metalliche la via al mare”. Una cattiva abitudine condonata dal provvidenziale emendamento di Tagliente, presentato in Regione ed approvato dal centrodestra.

Questa è oggi l’immagine di Vasto in Italia, in piena stagione balneare. Una città dove i turisti potrebbero essere accolti anche in stabilimenti abusivi o non in regola (come dimostra il recente intervento della capitaneria di porto locale), o chiusi in fortini condonati. Un’immagine della quale rendere grazie ad una certa politica che asseconda le cattive abitudini di troppi balneatori”.

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