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Sporcizia a riva: 24 tonnellate di rifiuti. Lapenna sporge denuncia

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VASTO – Finisce sul tavolo della magistratura vastese la vicenda dell’arenile di Vasto Marina trasformato in una discarica. La Procura cercherà di scoprire se qualcuno ha sversato volontariamente in mare le 24 tonnellate di immondizia finite a riva. Il sindaco, Luciano Lapenna, ipotizza il dolo dietro i rifiuti che ieri hanno invaso dalle 11,30 l’intero litorale e, per accertare eventuali responsabilità, ha sporto stamane querela contro ignoti. Le mareggiate avevano portato fin sulla costa di Vasto Marina un quantitativo impressionante di pattume. In gran parte plastica: bottigliette e piatti in quantità. Ma anche bombolette, residui di reti e, secondo alcune testimonianze, pure delle siringhe. “Bastano i numeri – dice il primo cittadino – per comprendere l’anomalia: tra ieri e la notte scorsa, i netturbini hanno recuperato 24 tonnellate di pattume, il cosiddetto tal quale”, cioè l’indifferenziato. Immondizia gettata in mare così com’è.

Il sospetto è che sia stata scaricata da qualche nave in transito davanti alla costa vastese. Un danno ambientale di cui qualcuno, secondo l’amministrazione comunale di Vasto, dovrà rispondere. E un danno di immagine in piena estate per una località turistica che cerca di resistere alla crisi generale. Stamani la Pulchra, la società che gestisce la raccolta dell’immondizia in città, ha raccolto il pattume lungo i 5 chilometri del bagnasciuga di Vasto Marina. Ma residui in acqua rimangono a riva.

“La Guardia Costiera e l’Arta – racconta Lapenna – hanno accertato che nessuno sversamento anomalo c’è stato nei fiumi della zona e da qui in mare, per cui non resta che ipotizzare il gesto sconsiderato di un qualche mercantile in transito al largo. Un danno enorme – conclude il sindaco di Vasto – per la nostra immagine turistica, che  richiede ora il giusto impegno degli inquirenti per l’individuazione dei responsabili”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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