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I sindaci del Vastese protestano davanti all'ospedale: "No ai tagli"

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VASTO – Sindaci in fascia tricolore, consiglieri regionali di opposizione, alcuni medici. Erano schierati stamattina davanti all’ingresso dell’ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto per dire “no” al taglio dei posti letto deciso dal governo regionale con il Piano di riordino della sanità abruzzese. Sono pronti anche a lanciare un’altra forma di protesta plateale: restituire al prefetto di certificati elettorali. Come dire: se Vasto, San Salvo e tutto il comprensorio del Vastese non hanno voce in capitolo, allora a che serve andare a votare alle elezioni regionali? L’ospedale di Vasto perderà 70 posti letto, scendendo da 240 a 170, quello di Gissi ne avrà 30 in meno, perdendo il reparto di geriatria: non ce ne sarà più nemmeno uno in zona. Gli anziani dovranno essere ricoverati ad Atessa o a Lanciano. “Continuano a penalizzare e marginalizzare questo territorio – tuona Gabriele Marchese, sindaco di San Salvo – per salvare l’ospedale di Casoli, tanto caro al vice presidente della Provincia, Antonio Tavani, che dovrebbe rappresentare tutti e non solo la sua zona”.

La protesta. “Prima dell’accorpamento e della formazione della Asl unica provinciale – sottolinea il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna – la Asl di Lanciano-Vasto aveva un bilancio in attivo, con un milione e 400mila euro di utili. Oggi siamo costretti a subire una drastica riduzione dei posti letto e a farci carico dei debiti della vecchia Asl di Chieti: 50 milioni di euro. Avremo 1,8 posti letto ogni mille abitanti, mentre la media nazionale è di 3,5 per mille. In tutto, in provincia di Chieti si perderanno 460 posti letto, in altre province niente. Tutto è stato deciso nelle segrete stanze, senza discuterne coi sindaci, né in Consiglio regionale. Ed è assordante – attacca Lapenna – il silenzio degli imprenditori della sanità privata. A loro i tagli alla sanità pubblica vanno bene”.

“La Regione – polemizza Maria Amato, primario del reparto di radiologia del San Pio – ci deve dire dove e quando taglieranno posti letto anche nelle cliniche private”.

“Questo è un piano di disordine”, è il commento pesante di Nicola Marisi, sindaco di Gissi. “Se l’unico criterio è il risparmio – dice provocatoriamente – allora si può chiudere l’ospedale di Chieti, che costa 65 milioni di euro l’anno. Invece bisogna garantire servizi ai cittadini. Hanno calcolato che in 50 minuti dall’entroterra si arriva all’ospedale di Vasto, ma non hanno fatto i conti con le strade disastrate e col fatto che, se a qualcuno viene un infarto a Schiavi D’Abruzzo, l’ambulanza ci mette 50 minuti ad andare e 50 a tornare a Vasto. Che fine ha fatto il potenziamento del 118? Lunedì manifesteremo a Gissi. Ci hanno tolto il reparto di geriatria, togliendolo a tutto il Vastese. Risparmieranno sì e no i soldi che servono per comprare la pastina. E poi mi chiedo a cosa serva promettere la costruzione del nuovo ospedale, se i posti letto scendono da 240 a 170. La verità è che il nuovo ospedale non si farà mai”.

“Questo territorio – dice Marchese – è ancora una volta marginalizzato. Abbiamo incontrato il sub-commissario della sanità Angela Baraldi, il manager della Asl Francesco Zavattaro e il direttore sanitario Amedeo Budassi. Abbiamo chiesto loro di garantire assistenza. Siamo i primi a non volere reparti doppione, ma questo è un nuovo, durissimo colpo al Vastese. La legge – ricorda il primo cittadino di San Salvo – dice che noi sindaci siamo autorità sanitarie locali, ma in queste condizioni a cosa serviamo?”.

Camillo D’Amico, consigliere provinciale del Pd, annuncia che “abbiamo chiesto un Consiglio provinciale straordinario sul problema sanità. Si farà il giorno 30”. Al presidio davanti all’ingresso del San Pio c’erano anche i consiglieri regionali Paolo Palomba (Idv) e Antonio Menna (Udc).

“In qualità di presidente del Consiglio comunale – racconta Peppino Forte – ho convocato a questa manifestazione tutti i consiglieri comunali. Non c’è nemmeno un rappresentante del centrodestra”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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