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La replica di Sara Bernardo: "Caro sindaco, non hai voluto il dialogo"

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CASALBORINO – Sara Bernardo, consigliere comunale a Casalbordino, replica al sindaco, Remo Bello che, dopo la mancata approvazione del bilancio e la conseguente caduta dell’amministrazione comunale, aveva polemzzato con lei e con altri dissidenti, e chiarisce di non essere stata estromessa dalla Giunta, pur essendo ex assessore. Riceviamo e pubblichiamo: 

“Mi rincresce che a causa della difficoltà di comunicazione tra me e il sindaco, si sia giunti a questo epilogo, dettato esclusivamente dalla sua volontà, posta a priori e ampiamente ribadita in pubblico, di non cercare un dialogo. E’ paradossale appellarsi davanti ai cittadini al buon senso e alla responsabilità delle persone se si continua ad offendere ingiustamente.

Nonostante tutte le cattiverie che ho ricevuto, posso affermare che, per conto mio, la maggioranza c’è stata fino alla fine, ma se manca il dialogo, o peggio, questo viene negato, è ovvio che la maggioranza viene meno e si perdono i numeri. La riprova di quanto dico è nella stessa seduta di consiglio: ho votato favorevolmente al ritorno del mercato domenicale nel centro storico e alla nuova destinazione che avrebbe assunto la struttura del mercato coperto. Anche se non sono stata coinvolta in queste disposizioni, ho deciso di appoggiare questa proposta perchè, finalmente, per la prima volta in tre anni, era stata data un’indicazione che rispettava il nostro programma elettorale; in secondo luogo, ho apprezzato molto la nuova destinazione che si darà alla struttura del Mercato coperto: l’apertura di un Centro giovanile.

Per ciò che concerne il voto del bilancio, non poteva che essere contrario: la nuova proposta presentata al Consiglio consisteva semplicemente in un aggiornamento del precedente. E’ la pura presa in giro di un chiaro segnale di non cambiare le cose e di persistere nella politica dell’immobilismo. Ciò che è stato chiesto da me più volte era di costruire insieme una serie di attività programmate che avrebbero dato un indirizzo di sviluppo al paese, in modo che, potesse uscire dal letargo che lo caratterizza da qualche anno. La risposta è stata: il silenzio e la possibilità eventuale di presentare un emendamento. Ma come un emendamento? Non sono mica minoranza! Io sono un consigliere di maggioranza del gruppo consigliare del Pd! Evidentemente, non mi ero
accorta che da tempo il sindaco non mi voleva nella sua maggioranza e io continuavo ingenuamente a chiedere il dialogo per costruire, insieme, il futuro del paese! E’ per questo motivo che, ho deciso in ultima seduta di Consiglio di costituire un gruppo consigliare autonomo, simpaticamente da me denominato La differenza.

Il motivo per cui ho presentato la costituzione di un gruppo autonomo in ultima istanza, è che fino alla fine, ho cercato di non creare un’ulteriore
frattura nella maggioranza, poiché avrebbe senz’altro impedito la ricostruzione di un dialogo tra me e il primo cittadino.
Negare il dialogo a chi lavora fattivamente per passione politica e per delega del cittadino, è fuori da ogni logica; se non avessi sfavorito il bilancio avrei rischiato di diventare complice di una situazione di non ritorno per il mio paese… in fondo, cosa gli ho chiesto? Dialogo, collegialità e programmazione”.

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