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Regione approva la legge fidi. Argirò (Pdl): "E' la prima nel settore"

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L’AQUILA – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la legge di riforma dei consorzi fidi, gli organismi che garantiscono l’accesso al credito di imprese e professionisti. A votare sì sono stati i consiglieri della maggioranza di centrodestra e tra le opposizioni, il Pd e l’Udc. L’Idv si  è astenuta, mentre ha votato contro il solo Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista.

Le norme della legge quadro sono tese a favorire l’accorpamento per arrivare alla costituzione di una decina di consorzi dagli attuali 78. “Mai era stata fatta in precedenza una legge quadro – spiega Nicola Argirò, presidente della commissione Attività produttive – con questa norma i consorzi fidi abruzzesi potranno svolgere in maniera puntuale ed effettiva la loro vera mission, ossia la funzione di cerniera tra il mondo che produce e il sistema bancario. La eccessiva parcellizzazione ha portato l’Abruzzo ad avere oltre 70 confidi con un patrimonio troppo basso e irrisorio a svolgere le funzioni di garanzia”.

Il vicepresidente e assessore regionale allo sviluppo economico, Alfredo Castiglione, ha sottolineato che “come in tutte le riforme, ci possono stare dei malumori ma oramai si doveva intervenire perché si era di fronte ad una emergenza di natura finanziaria e creditizia”. 

Per la formazione di consorzi più grandi attraverso l’aggregazione sarà necessario il possesso di tre requisiti fondamentali: 5 milioni di euro come patrimonio minimo, 10 milioni di euro come volume di affari degli ultimi tre anni e il periodo transitorio fino al primo gennaio 2013, termine entro il quale i consorzi dovranno fondersi. Nel frattempo gli organismi possono fare attività ordinaria e non perdono il conto interesse.

 

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