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Lavoro: Golden Lady, 400 operai in cassa integrazione straordinaria

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GISSI – E’ crisi occupazionale in Val Sinello, dove il ricorso alla cassa integrazione è ancora massiccio. “La Golden Lady è una prestigiosissima azienda italiana legata al nostro territorio, che in Val Sinello può contare su un valore umano importante, un patrimonio di professionalità e produttività che va conservato”. Lo ha detto il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio che ieri mattina a Chieti ha ricevuto rappresentanti sindacali, aziendali e amministratori locali nel corso di una riunione urgente chiesta dalle Organizzazioni sindacali e dalla Rsu per affrontare la grave situazione dello stabilimento di Gissi della Golden Lady Company che attualmente occupa 400 lavoratori, in prevalenza donne, e che da alcuni mesi ha avviato la cassa integrazione straordinaria il cui termine è previsto per marzo del 2011.

Preoccupati i rappresentanti sindacali Giuseppe Rucci (Cgil), Franco Zerra (Cisl) e Arnaldo Schioppa (Uil) che hanno prefigurato, in caso di chiusura dello stabilimento di Gissi, oltre alla perdita secca di centinaia di posti di lavoro, un pesantissimo impatto in termini di avvio di un processo di spopolamento delle zone interne di quel territorio. Dal fronte sindacale è venuta anche la richiesta di individuare forme alternative al trasporto delle merci su gomma, facendo ricorso al trasporto marittimo, e di intervenire sui costi dell’energia, che per le imprese rappresentano una spesa sempre più difficile da sostenere.

Il responsabile del personale del Gruppo Golden Lady, Federico Destro, ha confermato le preoccupazioni già evidenziate nell’incontro del 24 giugno scorso a fronte di un mercato che conferma un andamento in flessione rispetto al 2009, considerato già un anno nero. E, dati alla mano, e reso noto che il 2010 non ha mostrato segni positivi. Movimenti significativi, ha aggiunto il dirigente della Golden Lady, non si sono registrati neppure sul fronte dei pre ordini di giugno e luglio. Destro ha poi detto di non aver mai parlato di decisioni forti, come la chiusura, per lo stabilimento di Gissi aggiungendo che su ciò che è possibile fare bisognerà ragionare di volta in volta. Destro ha ribadito che il problema resta quello dei costi di produzione troppo alti, specie per mantenere il mercato nei Paesi dell’Est.

Il sindaco di Gissi Nicola Marisi, che ha partecipato alla riunione unitamente all’assessore provinciale alle attività produttive Daniele D’Amario, al primo cittadino di Furci Angelo Argentieri e al consigliere  provinciale Antonio D’Ugo, ha annunciato la disponibilità del suo Comune a devolvere alla Golden Lady l’ecoristoro derivante dal bando per l’installazione di impianti fotovoltaici,  purchè l’Azienda mantenga nella fabbrica di Gissi l’attuale numero di occupati.

“Per quanto mi riguarda – ha detto Di Giuseppantonio – farò tutto il possibile per scongiurare soluzioni drastiche. Ho apprezzato la pacatezza e la qualità  degli interventi che si sono susseguiti intorno a questo tavolo, sia da parte dei sindacati che dell’azienda e vanno favorite  soluzioni concrete, come quella proposta dal sindaco di Gissi: come politici eletti abbiamo l’obbligo morale di riprendere una politica di salvaguardia del territorio e ciò oggi significa soprattutto difendere sviluppo e occupazione. Soprattutto mi batterò perché neppure una fabbrica chiuda su un territorio come il nostro che alla crisi sta pagando un prezzo altissimo”.

 

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