vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Musica: Picoduet in concerto nei giardini di Palazzo d'Avalos

Più informazioni su

VASTO – L’appuntamento di questa sera, 2 agosto, alle 21.30,  è di quelli da segnare assolutamente in agenda per chi davvero vuole ascoltare della buona musica. Si potrebbe raccontare a lungo cosa e chi sono i Picoduet, ma solo ascoltandoli suonare si può entrare in contatto con la loro vera essenza. Gianluca Di Ienno e Nicola Oliva, in una pausa dalle prove per il concerto nei giardini di Palazzo d’Avalos, si lasciano coinvolgere in un’amichevole chiacchierata.

E’ Gianluca a raccontare il loro incontro. Nonostante le origini comuni, (Nicola di Vasto e Gianluca di San Salvo), non si erano mai incontrati prima di trasferirsi entrambi in Lombradia. “Arrivato a Milano avevo sentito della presenza di Nicola a Pavia. Non ci conoscevamo, ma sapevamo qualcosa l’uno dell’altro. Ho pensato di farmi sentire, così per conoscerlo, visto che non avevo mai ascoltato neanche una nota da lui.  Gli mando un sms per dirgli che ero a Milano, era gennaio del 2003. Detto fatto: lui mi risponde e mi invita a cena qualche sera dopo a Pavia. Parliamo di tutto, e ad un certo punto sembrava ci conoscessimo da 20 anni, per quanto mostrammo stessi interessi ed idee. I mesi a venire sono state uno scambio incredibile di note, musica, idee, composizioni, proposte per suonare e performances: abbiamo passato notti intere a suonare per noi e per gli amici! Chiunque salisse su a trovare me e lui aveva sicuramente la serata con concertino Picoduet. C’è stato un periodo in cui c’era sempre voglia di suonare, fino allo sfinimento, ed eravamo spessissimo insieme”. E’ questa la prima della fasi attraversate dai Picoduet, in cui si è creato un legame personale, indispensabile e imprescindibile per il compimento di quello artistico.

Ci spiega Nicola: “Se nella musica classica pianoforte e chitarra sono suonati nella stessa formazione senza problemi, in quella moderna diventano alquanto complicati da abbinare. Sono due strumenti ricchi di suono, di tanti timbri, che rischiano di creare banalità o un miscuglio informe. In questo, Gianluca ed io, abbiamo voluto intraprendere un cammino di sperimentazione, per far divenire complementari i nostri strumenti. Abbiamo perciò lavorato, e continuiamo a farlo, sul poter abbracciare ogni aspetto del suono, anche emulando il modo di suonare altri strumenti”.

Dal 2003 al 2008, i Picoduet hanno alternato momenti in sui suonavano tantissimo insieme, ad altri in cui erano più distanti, per seguire i proprio percorsi di crescita musicale. Tutto questo, però, poi torna a portare nuova linfa al progetto Picoduet. “In ogni formazione musicale – continua Nicola – è fondamentale suonare tanto insieme, prima di poter davvero raggiungere un risultato. Solo una volta che si è creato un proprio suono si innesca un processo in cui ognuno va come a togliere al proprio per poter dare un qualcosa di più al gruppo. Essendo in due questo lavoro paradossalmente può divenire più difficile. Il nome che abbiamo scelto è emblematico. Pico, piccolo, è il nostro organico. Siamo solo in due, ma con l’idea, attraverso la musica di arrivare ad un’idea di musica da band, con tanti elementi”.

Questo, durante il concerto accade magicamente, quando Gianluca di siede all’organo e sembra suonare più strumenti contemporaneamente, o Nicola suona la chitarra come fossero un basso o delle percussioni. Volendo tentare di definire la loro musica la si potrebbe chiamare Acoustic Crossover. E’ la facilità con cui i due passano dalle tecniche del jazz, come la fondamentale improvvisazione, ai suoni più elettrici, di impronta anni 50/60. In  questo percorso i Picoduet hanno cercato di portare la loro musica in più situazioni possibili. Hanno aperto concerti di altri artisti di rilievo, si sono cimentati in rassegne e festival e hanno fatto lavoro di produzione per altri artisti (tra gli ultimi Paola Iezzi). Un ulteriore progetto in cantiere è quello di collaborare con un cantante, che possa rappresentare non la semplice aggiunta della voce alla loro esecuzione, quanto l’unione con una importante figura artistica.

C’è anche un disco in via di pubblicazione, con tutti brani creati da Nicola e Gianluca, ogni volta esplorando mondi diversi, partendo per un viaggio che tutti e due sanno come condurre. “Cerchiamo di mettere nella nostra musica, ciò che viene fuori dal nostro animo – dice Gianluca – C’è fiducia, intimità, complicità. Altrimenti non potremmo suonare insieme. Mi piace pensare alla nostra musica come ad un magma, che durante il concerto diventa materia”.  Ascoltandoli sembra davvero di vederli viaggiare, ognuno col proprio strumento, in un percorso che parte, si intreccia, a volte sembra quasi proseguire per strade diverse ma che poi si riannoda per arrivare a compimento. Che dire, non resta che ascoltarli, lunedì 2 agosto alle 21.30, nei giardini di Palazzo d’Avalos.

Giuseppe Ritucci

Più informazioni su