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Associazione "Porta Nuova" all'attacco: "Sull'acqua troppe bugie"

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VASTO – Sull’acqua sono state dette troppe bugie dai politici e il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, nel chiedere all’Ato 4 milioni 650mila euro per gli interventi più urgenti “ha scambiato l’ente d’ambito per un bancomat”.

E’ una storia di disservizi, quella ricostruita dall’associazione civica Porta Nuova di Vasto, che pubblica un dossier sulle carenze del servizio idrico affidato agli Ato, gli enti d’ambito responsabili dell’erogazione idrica e delle reti fognarie.

Secondo il presidente di Porta Nuova, Michele Celenza, “siamo stati presi in giro per un decennio dalla nostra classe dirigente che, in tema di gestione del servizio idrico, ha disatteso i propri doveri di controllo, trasparenza, buona amministrazione, rispetto della legge. E, prima ancora, di informazione. Con le sue dichiarazioni Luciano Lapenna si pone in piena continuità con una consolidata tradizione locale”.

Gli Ato. Celenza riassume le vicende degli Ato, costituiti nel 1997 per migliorare i servizi idrici. “Pochi sanno – afferma il presidente dell’associazione – che tutti i 6 enti d’ambito abruzzesi, tra cui l’Ato 6 Chietino con cui il sindaco di Vasto intrattiene una così infruttuosa corrispondenza, sono stati commissariati dalla Regione –a 10 anni dalla loro istituzione- nel novembre 2007 ; e attualmente sono retti dal medesimo commissario unico, l’ingegner Pierluigi Caputi. Il commissariamento dei 6 Ato abruzzesi ha messo fine ad altrettante gestioni tutte più o meno disastrose, come riconosce ormai ufficialmente la stessa Regione Abruzzo ; e tutte riconducibili alle Amministrazioni locali: l’assemblea dei Sindaci ha sugli Ato poteri di controllo e di nomina degli organi dirigenti. Il commissariamento degli Ato ha sancito nel modo più plateale uno storico fallimento della politica abruzzese”.

E proprio la Regione lo scorso anno, nel Rapporto sullo stato dei servizi idrici redatto dal Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche, metteva nero su bianco che “gli investimenti effettuati dal 2002, anno di approvazione dei Piani d’ambito, al 2006 risultano nettamente inferiori agli investimenti previsti, corrispondenti a circa un terzo di quanto programmato”. Ancora peggio è andato l’Ato numero 6 del Chietino, perché “a tutto il 2007 – racconta Porta Nuova – aveva realizzato lo 0.76% degli investimenti previsti, ponendosi così all’ultimo posto nella speciale classifica nazionale”. Invece, “nello stesso periodo la tariffa era salita (rispetto al 2002) del 69,8%”.

La polemica. “A questa situazione, maturata in un decennio (1997-2007) – è l’attacco di Celenza – l’epistola del sindaco di Vasto vorrebbe porre rimedio. E naturalmente dovrebbe farlo in 7 mesi, entro il 27 marzo 2011, quando, com’è noto, decadrà la figura del commissario unico ai 6 Ato abruzzesi per effetto della soppressione, su scala nazionale, di tutti gli Ato. È credibile il sindaco? Se no, chiediamoci se per caso non vi sia una relazione tra l’annosa carenza idrica della zona e le menzogne che da tempo ci apparecchia il ceto politico locale”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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