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Palomba (Idv) attacca: "Regione, negato diritto alla salute"

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VASTO – “Quanto è accaduto all’anziano di Schiavi di Abruzzo, che con
un’emorragia interna è giunto al pronto soccorso di Vasto dopo quasi
tre ore dalla prima richiesta al 118, è purtroppo il primo di una
lunga serie di episodi che interesseranno tutti i comuni
dell’entroterra Vastese, sui quali i tagli alla sanità avranno delle
conseguenze catastrofiche”. E’ così che Paolo Palomba, consigliere regionale dell’Italia dei valori, commenta l’odissea di un pensionato del Vastese di 97 anni, che ha dovuto fare il giro di tre ospedali prima di poter essere ricoverato.

“I piccoli ospedali, come ad esempio quello di Agnone in Molise, o quello
di Gissi – afferma Palomba – sono stati, fino ad oggi, la salvezza per le popolazioni dell’entroterra. Ora che sia Iorio in Molise che
Chiodi in Abruzzo stanno praticando pesanti tagli ai reparti, rendendo
praticamente inservibili i presidi sanitari di zona, per i cittadini
di serie B dell’Alto Vastese e Alto Molise è seriamente a rischio la
sopravvivenza, perché di questo si tratta. Il diritto alla salute
viene negato a migliaia di famiglie, e la cosa ancor più inaccettabile
è che è proprio la politica a creare questo ulteriore problema ai
residenti. Tra l’altro, – aggiunge Palomba – I presunti risparmi
derivanti dalla chiusura dei piccoli ospedali sono stati già annullati
da opinabili scelte politiche, come quella di esternalizzare il
servizio di riscaldamento di alcuni nosocomi a Chieti. Nelle scorse
settimane ho rivolto questo invito all’assessore Venturoni: prova ad
andare a Schiavi di Abruzzo o a Castiglione Messer Marino, d’inverno,
con la bufera, anche in elicottero, se ci riesci. I colleghi di
maggioranza in Regione non si rendono contro di cosa possa significare
vivere in un centro montano, quando il primo ospedale ‘funzionante’ è
a cinquanta chilometri di distanza e quando l’ambulanza del 118
impiega un’ora, se tutto va bene, per raggiungere il paziente e
un’altra ora per trasferirlo al pronto soccorso. E’ comodo stare
seduti in poltrona e disporre tagli ai piccoli ospedali, quelli di
frontiera, tanto poi a rischiare la vita perché l’ambulanza arriva
dopo un’ora sono sempre i cittadini”.

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