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Comune e "Donnattiva" si uniscono agli appelli: "Liberate Sakineh"

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VASTO – Il Comune di Vasto e l’associazione Donnattiva si uniscono agli appelli provenienti da tutto il mondo per dire “no” alla condanna a morte di Sakineh, la donna iraniana accusata di adulterio. Riceviamo e pubblichiamo:

“L’Amministrazione Comunale di Vasto ed il Centro Donna Attiva di Vasto aderiscono agli appelli di “Amnesty International” e del quotidiano “La Repubblica” a favore della signora Sakineh Mahammadi – Ashtiani, donna Iraniana condannata alla lapidazione con l’accusa di adulterio.
Se Sakineh è ancora in vita ed il caso sottoposto a revisione, è grazie alla denuncia fatta dalle organizzazioni che agiscono in difesa dei diritti umani, alla mobilitazione internazionale ed al lavoro di sensibilizzazione svolto dai mezzi di informazione.
Non restare in silenzio ma partecipare alle battaglie in cui vengono infranti i diritti umani, in qualsiasi parte del mondo, è il minimo che una comunità possa fare.
L’ Amministrazione Comunale ed il Centro Donna Attiva invitano le cittadine e i cittadini di Vasto a firmare e diffondere gli appelli come segno di solidarietà ed impegno civile della nostra città, a censurare la pratica crudele e disumana della lapidazione, della tortura e della pena di morte”.

Link su Amnesty:

 http://www.amnesty.it/flex/FixedPages/IT/appelliForm.php/L/IT/ca/216

“Eccellenza,
sono un simpatizzante di Amnesty International, l’Organizzazione internazionale che dal 1961 agisce in difesa dei diritti umani, ovunque nel mondo vengano violati.
 La sollecito a non eseguire la condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani per lapidazione o in qualsiasi altro modo.
 Le chiedo di iniziare un riesame approfondito del caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani.
 La sollecito a vietare la lapidazione,  emanando una legislazione che ponga fine alla pena di morte e proibendo l’uso della fustigazione.
 La sollecito inoltre a depenalizzare l’adulterio.
 La ringrazio per la sua attenzione”

Link su Repubblica:
http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391170

No alla lapidazione di Sakineh
“Una donna di 43 anni, madre di due figli, Sakineh Mohammadi-Ashtiani, rischia nella Repubblica Islamica dell’Iran l’esecuzione per lapidazione (dopo aver ricevuto come “punizione” pubblica, e in presenza di uno dei suoi figli, a titolo di “esempio”, 99 colpi di frusta)”.
“I suoi crimini agli occhi delle autorità politico-religiose di questo paese? L’adulterio, che non è un crimine né un delitto. Ma, soprattutto, la presunta complicità in un omicidio che è stata costretta a confessare, talmente costretta che ha poi subito ritrattato”.
“Cosa bisogna pensare di questi metodi diretti a estorcere pretese verità? Noi, firmatari di questo testo, facciamo appello dunque alle autorità iraniane perchè mettano fine a questo tipo di procedure, oltre che a queste punizioni inique e barbare.
Ci uniamo a tutte le iniziative già intraprese dalle organizzazioni di difesa dei diritti dell’uomo, quali Human  Rights Watch e Amnesty International, a favore della signora Sakineh Mohammadi-Ashtiani”.
“Per il rispetto della dignità e della libertà di tutte le donne iraniane”.

 

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