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La Verghetta (ApV): "Palazzo D'Avalos abbandonato, a chi la gestione?"

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VASTO – Palazzo D’Avalos “soffre di solitudine”. Lo afferma Alessandro La Verghetta, consigliere comunale di Alleanza per l’Italia, che chiede: che fine ha fatto il bando di gara per l’affidamento in gestione della storica residenza dei marchesi? E sottolinea il degrado in cui versa il cortile in cui già nelle scorse settimane si sono svolti appuntamenti importanti: dal Vasto film festival, alla festa regionale di Sinistra ecologia e libertà con la partecipazione del leader nazionale, Nichi Vendola. A pochi giorni dall’Incontro nazionale dei valori, la kermesse del partito di Antonio Di Pietro, che verrà ospitata al D’Avalos per il quinto anno consecutivo, La Verghetta torna a polemizzare sulle condizioni del Palazzo e sulla gestione.

“Qualche mese fa – scrive in una nota il rappresentante di ApI – il sindaco Lapenna, come tutti ricorderanno, dopo aver deciso di non rinnovare il contratto alla cooperativa Arcobaleno che per decenni ha gestito l’accoglienza e la sorveglianza del Palazzo D’Avalos, diede incarico alla Fondazione per l’arte e la cultura del medio e alto vastese, formata da una serie di soggetti” pubblici a privati, “tra cui la Lightship del suo segretario, Fabio Salvatorelli, di occuparsi della rinascita del Palazzo. Scontato il ricorso della cooperativa Arcobaleno che ottenne dal Tar la sospensiva del provvedimento. Lo stesso Tar invitò l’amministrazione comunale a svolgere un regolare bando di gara per l’affidamento. Ebbene, di quel bando non si hanno ancora notizie, nel senso che in attesa della sua definizione, il Palazzo D’Avalos è stato affidato alla  cooperativa Excalibur (contratto per tre mesi con scadenza 15 settembre) che già gestisce per conto del Comune l’informazione turistica ed alla capacità di un solo dipendente comunale, il signor Santoro, il quale con grandi sacrifici e con spirito di abnegazione, non si è sottratto a questo arduo compito”.

Ma, in assenza di un’organismo di gestione, “pinacoteca e musei” sono “a mezzo servizio (non ci sono state le classiche visite guidate, nè l’accompagnamento alle terme, che sono rimaste desolatamente chiuse per tutta l’estate), incuria nel cortile. Non vorremmo – insinua La Verghetta – che il ritardo per la pubblicazione del bando derivi dal fatto che si stia cercando di capire come fare per rimettere in sella, magari legittimamente, la Fondazione”.

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