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Stop alla musica, le band: "Gli orari siano differenziati per zone"

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VASTO – Orari di stop alla musica differenziati a seconda delle zone della città. Più permissivi nelle aree turistiche, più rigidi in quelle in cui non c’è l’esigenza di garantire costantemente l’intrattenimento serale.

E’ la proposta di mediazione che viene dalle band vastesi. Ieri l’incontro tra i rappresentanti dei gruppi locali, le associazioni dei commercianti e l’amministrazione comunale. Musicisti e dj hanno elaborato un documento che contiene soluzioni dettagliate. Saranno alla base del tavolo di confronto col Comune di Vasto.

Il tavolo di concertazione. Sarà un’apposita commissione a stabilire gli orari in cui è possibile fare intrattenimento musicale dentro e fuori dai locali. Il nuovo organismo sarà composto da rappresentanti dell’amministrazione comunale e delle band musicali. Metà e metà. Sarà la sede in cui nascerà il nuovo regolamento. L’idea è di differenziare gli orari di stop, contemperando l’esigenza di tranquillità dei residenti dei vari quartieri con la necessità di garantire divertimento ai turisti, aspetto fondamentale perché a Vasto le presenze tornino a crescere.

La nottata, però, non è stata del tutto tranquilla, visto che qualche residente del centro storico ha chiamato i carabinieri dopo le 3, chiedendo che la musica fosse stoppata.

Le critiche. Secondo Francescopaolo D’Adamo (Alleanza per Vasto), “la montagna ha partorito il topolino. In verità, in questo caso mi sembra che il topolino abbia partorito se stesso”. Sulla necessità di stabilire regole precise “ci voleva una riunione pubblica per dire questa cosa? Possibile che l’amministrazione ancora non affronta o non sa affrontare il problema, tanto che ora e solo ora, a quasi fine mandato sente il dovere di ascoltare gli addetti ai lavori?”.

L’intesa di massima raggiunta in municipio al termine di un dibattito a tratti anche acceso non convice Antonino Spinnato (Verdi), che rilancia: “Giacché non crediamo alle promesse del sindaco, riguardo all’emanazione di un regolamento sulla musica, non retrocederemo di un solo metro dalla nostra posizione. Anzi, faremo in modo che la nostra protesta possa si servire ad accelerare l’emanazione del medesimo”.

 

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