vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Il Pdl: "Vale proprio la pena di fare il parco della costa teatina?"

Più informazioni su

VASTO – E’ il Pdl a lanciare il sasso nello stagno. Più che un sasso, sembra una bomba a mano alle fondamenta, ancora instabili, del futuro Parco nazionale della Costa teatina, che al momento esiste solo sulla carta. “Riflettiamo: è davvero utile farlo?”, chiede Etelwardo Sigismondi, coordinatore del Pdl di Vasto. Il Parco esiste sulla carta, che potrebbe diventare in parte carta straccia, visto che le piantine che delimitano il perimetro cambieranno. L’area protetta si restringerà. Non abbraccerà il 70% del territorio di Vasto. Così vogliono sia la maggioranza di centrosinistra (con qualche mal di pancia di Rifondazione comunista) che il centrodestra alla vigilia del Consiglio comunale che affronterà la questione domani pomeriggio, a partire dalle 16. La coalizione che sostiene la Giunta Lapenna ha trovato la quadra su un documento che rimanda la patata bollente alla Regione, dichiarando genericamente che la perimetrazione ipotizzata non è adeguata. Ma se Pd e Idv ritengono troppo ampia una zona vincolata larga dalla riva del mare all’autostrada A14, per Rifondazione non è così.

Il tutto mentre nel Pdl emergono gli scetticismi su quello che sembrava un dato acquisito: il Parco nazionale, prima o poi, diverrà una realtà e avrà al centro una pista ciclopedonale lunga come tutta la costa da Francavilla al Mare a San Salvo. Invece no. La cosa, a quanto pare, non è pacifica. “Bisogna avviare una seria riflessione sul Parco e chiedersi se valga o no la pena di farlo”, dice Sigismondi. “Stasera – spiega – il centrodestra si riunirà per discutere di questo. La perimetrazione deve essere un fatto sucessivo. Capisco la necessità di bloccare le aree della ex ferrovia per evitare speculazioni edilizie, ma vale la pena di bloccare, ad asempio, anche Vasto Marina? O addirittura il 70% del territorio comunale?”.

Prc. “La nostra non è una posizione preconcetta. Vogliamo capire quali sono i vincoli ambientali”. E’ Marco Marra, assessore comunale, a spiegare perché Rifondazione comunista non ha detto “sì” alla proposta di restringere il perimetro del futuro Parco nazionale della Costa teatina.

In base alla prima perimetrazione, nell’area protetta verrebbe racchiuso il 70% del territorio comunale, compreso l’intero nucleo abitato. Un’ipotesi non condivisa dal sindaco, Luciano Lapenna, che nei mesi scorsi era andato direttamente a Roma per chiedere ai tecnici del Ministero dell’Ambiente di rivedere l’ampiezza della fascia tutelata, e nemmeno da diversi partiti di entrambi gli schieramenti. Pd e Idv sono favorevoli a restringere il perimetro, mentre nell’opposizione di centrodestra si insinua l’idea di stoppare la realizzazione del Parco.

“Il Parco – ribatte Marra – è un’opportunità non solo di tutela, ma anche di sviluppo del territorio. E Vasto dovrà essere la sede dell’Ente Parco. Anche gli altri Comuni, tranne San Vito Chietino, sono d’accordo sul fatto che la nostra città debba avere il ruolo di capoluogo della Costa teatina. Prima di dire che, con un perimetro così ampio, il territorio verrà ingessato vogliamo conoscere quali saranno i vincoli ambientali: non è una cosa campata per aria pensare che debbano esistere zone sottoposte a forti restrizioni e altre, molto antropizzate”, come l’abitato di Vasto “in cui questi vincoli non sussistano. Vogliamo sapere se la paura dei partiti di maggioranza è motivata”. 

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

Più informazioni su