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Palazzo D'Avalos, finestre finte al posto di quelle rotte

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VASTO – In tempi di crisi per il Comune è difficile trovare i soldi anche per i piccoli lavori di riparazione. E così succede che a Vasto le finestre rotte di Palazzo D’Avalos debbano essere sostituite con finestre finte. Fatte di compensato. Almeno per evitare che la storica residenza marchesale offra un colpo d’occhio di decadenza quando, dal 17 al 19 settembre, telecamere e macchine fotografiche di tutti gli organi di informazione nazionali saranno puntate su Vasto per la festa nazionale dell’Italia dei valori. Di lavori di restauro ne servirebbero tanti. Alcuni sono appena terminati. A breve verranno riaperte due stanze del primo piano. “Serviranno ad ampliare la pinacoteca”, spiega Corrado Sabatini, assessore ai Lavori pubblici.

Ma l’estetica di uno dei simboli della città lascia ancora molto a desiderare. Per dirne una, facciate da rinfrescare, ma “il problema è che l’ala Nord-Est è ancora di proprietà privata”, dice Sabatini. Il Comune sta cercando di acquisirla al patrimonio pubblico, ma il prezzo di partenza è di 3 milioni di euro per una ottantina di metri quadri più terrazzo affacciato sul golfo. Troppi, per le casse municipali in cui, in un periodo di crisi e conseguenti tagli ai finanziamenti, bisogna raschiare il fondo per trovare i 15mila euro necessari a sostituire le finestre sfondate. “Sono tutte e tre irreparabili – afferma Sabatini – perché il telaio in legno è ormai compromesso. Anzi, nella parte interna non c’è proprio”. Ragion per cui, “in attesa di reperire i 15mila euro necessari a sostituire le tre finestre danneggiate, sistemeremo dei pannelli di legno prima della festa nazionale dell’Idv”.

E’ di questi giorni la polemica di Alessandro La Verghetta, consigliere comunale di Alleanza per l’Italia, che denuncia lo stato di abbandono di Palazzo D’Avalos e chiede all’amministrazione Lapenna quando verrà affidata la gestione, dopo l’ordinanza del Tar che ha stoppato il primo incarico assegnato dal Comune alla Fondazione per l’arte e la cultura del Vastese, composta dai Comuni di Vasto e San Salvo e da altri soggetti pubblici e privati.

“Non è vero – ribatte Sabatini – che il Palazzo è abbandonato a se stesso. Insieme al settore servizi abbiamo provveduto alla sistemazione dei giardini con nuove essenze floreali e la manutenzione del verde, mentre a fine mese inaugureremo due camere restaurate attraverso un finanziamento di 45mila euro per l’ampliamento degli spazi espositivi della pinacoteca. Riguardo al cortile – annuncia il titolare della delega ai Lavori pubblici – eseguirò un sopralluogo subito dopo la festa nazionale dell’Idv per studiare insieme ai tecnici gli interventi adeguati, come il restauro del pavimento in ciottolato. Sulla tinteggiatura delle pareti esterne bisognerà, invece, programmare un lavoro unico per evitare differenze di tonalità di colore tipiche dei lavori eseguiti in periodi successivi. Per fare questo, è necessario che tutto l’edificio diventi di proprietà del Comune”.

Per ora, viste le ristrettezze economiche, si naviga a vista.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

 

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