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Fango e allagamenti per il maltempo, Comune chiede stato di calamità

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VASTO – Il Comune di Vasto chiederà lo stato di calamità naturale dopo l’ondata di maltempo della scorsa settimana. Lo ha annunciato ieri in Consiglio comunale il sindaco, Luciano Lapenna. I nubifragi dei giorni scorsi hanno causato allagamenti in molte zone della città. Acqua e fango hanno invaso scantinati e garage, uniti alla melma che è risalita dai tombini. A Vasto Marina, sul lungomare e in viale Dalmazia, per cinque giorni, complici anche ulteriori piogge, la terrà è rimasta accumulata lungo le strade.

“La tutela dell’ambiente – ha detto in Consiglio Mario Baiocco, del Pdl – si garantisce anche ripulendo le strade dal fango”, mentre Nicola D’Adamo (ApI) ha chiesto di ripulire le strade prima dell’inizio della festa nazionale dell’Italia dei valori, che porterà in città migliaia di persone tra delegati e simpatizzanti del partito di Di Pietro e giornalisti delle testate nazionali.

“Chiederò – ha detto il sindaco – lo stato di calamità naturale. Sulla città sono caduti tanti millimetri di pioggia quanti se ne erano registrati nell’annata record del 2003”, anno in cui un’ondata di maltempo provoco a giugno danni in quantità. “E’ vero che c’è il fango lungo le strade, ma con i mezzi che abbiamo e le poche risorse economiche non si risolve il problema in pochi giorni. Ci sono garage ancora allagati”, ragion per cui “domani – ha spiegato Lapenna – predisporremo la delibera” e poi “indirizzerò un telegramma alla Provincia”, primo passo della procedura che comporta la presentazione della richiesta alla Regione. Da questa, l’istanza di riconoscimento dello stato di calamità naturale passerà al governo nazionale. Se da Roma arriverà il via libera, i cittadini che hanno subito danni potranno chiedere gli indennizzi.

“Stanno lavorando anche delle imprese esterne, non solo gli addetti del Comune”, spiega Vincenzo Sputore, assessore ai Servizi. “E’ piovuto anche nei giorni successivi alla prima, pesante ondata di maltempo. Puliamo le grate 4 o 5 volte all’anno, ma basta poco che si ostruiscono di nuovo”, anche perché le tubature sotterranee non sono sufficienti, né suddivise tra acque bianche (piovane) e acque nere (fognanti).

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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