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D'Amico (Pd): "Petrolizzazione della costa, dalla Provincia chiacchiere"

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VASTO – La Provincia di Chieti si impegni concretamente a evitare la petrolizzazione della Costa teatina. Non serve annunciare il progetto di Via verde, il percorso ciclopedonale che attraverserà il futuro Parco della Costa teatina, se prima non si elimina la minaccia di nuove trivellazioni. Lo afferma Camillo D’Amico, capogruppo del pd in Consiglio provinciale, in una lettera inviata al presidente dell’amministrazione provinciale, Enrico Di Giuseppantonio.

“Da tempo si rincorrono lanci di progetti pronti, risorse stanziate, lavori da avviare, ma fatti concreti pochi. La gente comincia a dubitare sulla concretezza dell’idea e delle potenzialità dell’iniziativa”.

D’Amico parte da alcuni dati forniti dal Corriere della Sera sull’attività estrattiva in Abruzzo per sollecitare una “disamina in concreto del pericolo di petrolizzazione della nostra terra in ragione delle piattaforme operanti di fronte alla nostra costa (3), sulle stime di barili di petrolio presenti nei sottofondi marini ( 40 milioni), i metri cubi di gas naturale nel sottosuolo (35 milioni), il colossale giro d’affari (3 miliardi di dollari). Tutto questo non produce alcun effetto benefico per le casse di comuni in quanto, delle royalties versate dalle imprese estrattivei, solo l’1% torna sul territorio.

Inoltre, i dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico, stima che il 51,07% del territorio regionale è interessato da concessioni di ricerca, estrazione o stoccaggio di idrocarburi coinvolgendo 221 comuni, su un totale di 305, ove risiede il 79% dell’intera popolazione.
Se, tutte le richieste di autorizzazione in corso fossero accolte, si stima che circa 83mila imprese agricole abruzzesi chiuderanno unitamente ad altre migliaia di posti di lavoro nell’industria, nel turismo e servizi”.

Il Pd chiede che del pericolo petrolizzazione si discuta nel prossimo Consiglio provinciale: “Ritengo – afferma il capogruppo – non sia più solo il caso di esternare ed apparire ma agire con solerzia e concretezza, mettendo in campo tutta la determinazione e l’autorevolezza necessaria e, per questa ragione, Ti chiedo formalmente, al primo Consiglio provinciale utile, una documentata illustrazione della situazione”.

Giuseppe Ritucci

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