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Associazione Porta Nuova: "Centrale termoelettrica, punti oscuri"

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VASTO – Nella vicenda relativa alla centrale termoelettrica che potrebbe sorgere a Vasto ci sono punti oscuri da chiarire. E’ l’associazione civica Porta Nuova a chiedere che si faccia luce sul progetto di costruire un impianto da 4 Megawatt nella zona industriale di Punta Penna, ma non lontano dalla Riserva naturale di Punta Aderci. L’azienda, secondo il progetto presentato dalla società Istonia Energy, occuperebbe una superficie di 3mila metri quadri, 1200 dei quali coperti, con un camino alto 10 metri e mezzo da cui uscirebbero fumi a 170 gradi centigradi depurati con filtri antiparticolato. Per produrre elettricità la centrale brucerebbe oli vegetali. Il 30 settembre la conferenza di servizi in cui gli enti competenti decideranno se dare il via libera alla costruzione dell’insediamento industriale.

La vicenda. L’associazione ricostruisce la vicenda, chiedendo innanzitutto: “Un inceneritore a Punta Penna?”. Tutto inizia nell’estate 2006, anno in cui viene formulata la prima proposta e il Comune esprime contrarietà tramite il sindaco, Luciano Lapenna, e l’assessore alla Pianificazione territoriale, Anna Suriani (oggi titolare della delega all’Ambiente), mentre l’allora presidente del Coasiv, Fabio Giangiacomo, esprimeva parere favorevole e dichiarava a febbraio 2008 che l’impianto aveva ricevuto l’autorizzazione dalla Regione. All’epoca tutti e tre militavano nei Ds. “Sul Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo – afferma Michele Celenza, presidente di Porta Nuova – si apprendeva che, con una nota del 22 gennaio 2008, la società titolare del progetto aveva comunicato l’inizio dei lavori”.

La società si chiama Istonia Energy srl e “sul Bura la sede legale risulta a Vasto, in via Alessandro III”. Il legale rappresentante è lo svizzero Jean Pierre Tshudi, “titolare della Eratec Engineering Ag di Lyss, nel cantone di Berna, un’azienda che si presenta su internet come specialista, tra l’altro, di investimenti in impianti di gestione dei rifiuti”. Nei documenti in cui si chiede l’autorizzazione viene menzionata la Renec holding, anche questa elvetica e con il medesimo amministratore. “Ma esiste anche un referente locale dell’iniziativa. Secondo fonti degne di fede, sarebbe riconducibile al gruppo vastese Iacobucci, un’esponente del quale si è recentemente proposta quale candidata alle prossime elezioni comunali”. Il riferimento è a Silvana Iacobucci, che sabato ha annunciato la sua adesione ad Alleanza per Vasto, il movimento politico fondato da Davide D’Alessandro e Nicola Del Prete.

I chiarimenti. “Chiediamo – è la posizione di Celenza – all’amministrazione comunale di fare chiarezza sull’intera vicenda, e in questo ci pare di rappresentare la voce dell’intera città. Vogliamo sapere che cosa sia accaduto. Ma soprattutto vorremmo sapere se il Comune di Vasto giudichi ancora l’impianto in stridente contrasto con la presenza della Riserva e del futuro Parco nazionale; che cosa intenda fare il 30 settembre prossimo e se non ritenga di assumere qualche iniziativa per evitare che una situazione del genere si ripeta in futuro”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

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