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Incoronata, confiscata la villa in cui furono trovati 10 chili di droga

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VASTO – E’ stata confiscata la villa di località Incoronata in cui la Guardia di finanza e i carabinieri trovarono a luglio 10 chili di droga: 7 e mezzo di eroina e 2 e mezzo di cocaina. Era di due coniugi rom, Carmine Bevilacqua e Lucia Sauchella, 36 e 34 anni, arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Lo ha deciso la Corte d’Appello dell’Aquila, accogliendo il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti. L’abitazione di via dei Bontempi è stata ora acquisita dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità.

Le indagini. I fatti vengono ricostruiti in una dettagliata nota diffusa dal Comando provinciale della Guardia di finanza e dal capitano della Compagnia di Vasto, Giuseppe Mennitti. Tutto comincia con una serie di accertamenti eseguiti dalle Fiamme gialle sul patrimonio dei due coniugi, accertando “la proprietà di due autovetture di lusso e di una villa stimata sommariamente e per difetto per un valore di un milione 200mila euro”. La Procura di Vasto invia la relazione conclusiva alla Procura di Chieti, che chiede la confisca della villa di via dei Bontempi e l’obbligo di dimora per i due rom. A febbraio il Tribunale di Chieti accoglie la seconda richiesta, ma non la prima, che viene negata perché “l’immobile è stato costruito su un terreno acquisito dai genitori di uno dei due coniugi che, successivamente, hanno donato ai nipoti (i figli allora minorenni dei due coniugi) sia il terreno che l’immobile costruito su di esso, divenuto di loro proprietà per accessione”, come previsto dal codice civile. La Procura presenta ricorso per ottenere anche la confisca.

Intanto, finanzieri e carabinieri arrestano i due coniugi per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, trovando nella villa 10 chili di sostanze stupefacenti. L’immobile viene sottoposto a sequestro preventivo.

Con una sentenza depositata il 2 settembre, la Corte d’Appello dell’Aquila ha accolto il ricorso della Procura di Chieti, “disponendo la confisca dell’immobile e dell’auto, nonché confermando la misura di prevenzione personale dell’obbligo di dimora nei confronti dei due coniugi, che verrà applicata – concludono le Fiamme gialle – qualora dovessero essere scarcerati”.

 

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