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Ospedale: ora è difficile anche partorire. "Bimbo trasferito a Chieti"

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VASTO – Nella sanità del Vastese colpita da tagli continui diventa difficile anche partorire. E’ quello che racconta P.E, 35 anni, di Vasto, zia della piccola Chiara, una bimba nata prematura nei giorni scorsi. Un parto reso ancora più travagliato da un inaspettato trasferimento a Chieti.

Motivo: all’ospedale San Pio da Pietrelcina non potevano garantire la necessaria terapia intensiva neonatale. “Chiara – racconta la zia a ‘Primo Piano’ – è nata prematura. Non riusciva a respirare. Per questo i medici hanno dovuto intubarla e ventilarla”. Ma non bastava. “A un certo punto – prosegue la donna – la pediatra è uscita dalla sala operatoria e ci ha dato una comunicazione che non ci aspettavamo: la bimba appena nata doveva essere trasferita a Chieti. Con la motivazione che, se avesse avuto altri problemi durante la nottata, il trasporto all’ospedale del capoluogo sarebbe avvenuto d’urgenza, con tutti i problemi e in rischi del caso”.

La famiglia di Chiara non poteva che dire di sì. “Sei anni fa – ricorda P.E. – era diverso. Quando la moglie di mio fratello partorì per la prima volta, l’ospedale era attrezzato per affrontare situazioni del genere. Invece, quando è nata Chiara ci hanno detto che attualmente non è possibile offrire lo stesso servizio di una volta”.

Sempre meno servizi per un territorio in cui la popolazione cresce di migliaia di residenti l’anno. E il taglio dei posti letto che penalizza pesantemente la parte meridionale dell’Abruzzo, con la chiusura dell’ospedale di Gissi è il ridimensionamento di importanti reparti di Vasto, dove a conti fatti di posti letto per la lungodegenza se ne perderanno 40.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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