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Centrale termoelettrica, Comune e Regione: fare verifiche ambientali

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VASTO – Serviranno nuove verifiche ambientali prima di decidere sul via libera alla centrale termoelettrica a Punta Penna. Il progetto, per ora, è congelato. La conferenza di servizi che si è riunita stamani a Pescara ha giudicato carente la documentazione prodotta dalla Istonia Energy srl, la società che ha presentato il progetto di costruzione di un impianto da 4 Megawatt nell’area del porto di Vasto. Ne fanno parte la multinazionale svizzera Renec Holding, che detiene l’85% delle quote di Istonia Energy, e l’imprenditrice vastese Silvana Iacobucci, titolare del restante 15%.

Che dalla riunione non potesse scaturire alcuna decisione lo si era capito fin dall’inizio, viste le assenze dei rappresentanti di Provincia, Consorzio industriale di Vasto e Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici d’Abruzzo. Intorno al tavolo si sono sedute le delegazioni di Arta (agenzia regionale per la tutela ambientale), vigili del fuoco e Comune, rappresentato dal sindaco, Luciano Lapenna, e dal dirigente del settore Urbanistica, Alfonso Mercogliano. La documentazione è stata ritenuta carente.

“Non c’è paragone – dice Lapenna – tra il progetto autorizzato nel 2007, quando esprimemmo perplessità vista la vicinanza della Riserva naturale di Punta Aderci, e quello attuale, che comporta modifiche sostanziali: prima era previsto un solo motore per la produzione di energia termoelettrica, ora ne sono 4. Per questo abbiamo chiesto una dettagliata relazione comparativa sulle differenze riguardanti immissioni e dimensioni”, cioè fumi di scarico e grandezza dello stabilimento. Mercogliano ha fatto rilevare la necessità di acquisire il parere obbligatorio del comitato di gestione della Riserva di Punta Aderci. “Erano carenti anche le risposte in merito ai vincoli paesaggistici”, afferma Lapenna.

L’Arta ha chiesto delucidazioni riguardanti l’impatto ambientale dell’impianto.

L’Istonia Energy era rappresentata dallo svizzero Jean Pierre Tschudi, amministratore delegato della multinazionale elvetica che ne detiene la maggioranza. Si è detto sorpreso dal congelamento della procedura e dalle richieste di chiarimento, sottolineando che la Renec Holding ha realizzato 30 centrali simili in tutta Europa.

Ma qui c’è un problema in più: vicino c’è un’area protetta.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

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