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Asili nido comunali, scoppiano le polemiche sulle nuove tariffe

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VASTO – Più di qualcuno dopo aver visto le nuove tariffe degli asili nido di Vasto, è andato in municipio a protestare, lamentando aumenti fino al 300%. Dopo il sit-in del 2007 quando, sulle tariffe di scuolabus e mense scolastiche,andarono in massa a farsi sentire in municipio, si apre un nuovo fronte polemico tra genitori e amministrazione comunale. “Applichiamo parametri di calcolo del reddito complessivo che ci vengono imposti dalla legge. Prima pagavano la stessa cifra le famiglie con 15mila euro di reddito l’anno e quelle con 100mila. Non era giusto”, ribatte il sindaco, Luciano Lapenna.

La protesta c’è. Con genitori che sono andati a palazzo di città per chiedere spiegazioni e polemizzare. E’ lo stesso Lapenna ad ammetterlo aprendo la conferenza stampa convocata per spiegare le scelte operate dall’amministrazione comunale. Con lui ci sono gli assessori alle Finanze e alla Pubblica istruzione, Domenico Molino, e Lina Marchesani, e il dirigente municipale Vincenzo Marcello. “Situazioni simili – ricorda Molino – si erano create anche riguardo a trasporti e mense scolastiche. Poi, all’atto pratico, si è verificato che, nel caso della mensa, c’era un risparmio per molte famiglie. La legge nazionale ci impone di coprire i costi dei servizi individuali. Dobbiamo arrivare al 100%”. Nel 2009 gli asili nido San Paolo e Stella Maris hanno accolto 80 bambini, per una spesa complessiva di 390mila euro, 7-8mila per ogni alunno. Quest’anno ha aperto i battenti anche il terzo asilo comunale, inaugurato nelle scorse settimane in località Incoronata. “Gli introiti derivanti dalle tariffe – afferma Lapenna – ammontavano a poco più di 100mila euro e anche con i nuovi parametri di calcolo del reddito in base al sistema Isee non cambieranno di molto. Ma coloro che guadagnano di più pagheranno di più, mentre i redditi più bassi ne trarranno un beneficio”. Si era molto discusso e polemizzato anche in passato sull’Isee, indicatore della situazione economica equivalente, con cui il reddito viene calcolato non solo sulla base dello stipendio, ma anche considerando le proprietà (automobili, abitazioni), mentre vengono detratte le spese dell’affitto per chi non è titolare di casa.

Le tariffe. Per mandare i propri figli all’asilo i cittadini devono pagare una quota fissa mensile e una quota di presenza giornaliera. Quest’anno saranno 130 i bimbi accolti nelle strutture comunali. “Fino allo scorso anno – dice il primo cittadino – tutti pagavano 5 euro giornalieri, indipendentemente dal reddito. Non era giusto”. Le attuali somme da pagare per tenere i bambini all’asilo tutta la giornata, dalle 7.30 alle 18, sono calcolate in base a 7 fasce di reddito. Le famiglie che rientrano nella prima pagano 30 euro complessivi, perché hanno una cifra annua Isee che non supera i 3mila euro (corrispondenti, secondo il Comune, a un reddito da stipendio da 8mila euro l’anno). Il massimo (28mila euro Isee, corrispondenti a uno stipendio di 90mila euro annuali) comporta il pagamento di 297 euro di quota fissa mensile, più 19 euro e 50 di presenza giornaliera. Si scende di oltre il 50% per la mezza giornata (dalle 7.30 alle 13). “Bisogna anche guardare la qualità dei servizi offerti”, raccomanda la Marchesani. “Se tutti vogliono i propri figli negli asili comunali – afferma Lapenna – vuol dire che il trattamento riservato ai bambini viene giudicato positivamente. Trovo scandaloso che persone con 40-50mila euro di reddito annuale vengano qui a urlare”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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