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Desiati torna in campo con un comizio, ma non annuncia la candidatura

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VASTO – Massimo Desiati dice e non dice. La candidatura a sindaco di Vasto si può fare, ma non è ancora sicura, perché “da qui alle elezioni” della primavera 2011 “c’è tempo per le chiacchiere e per valutare affinché questo Programma per Vasto possa diventare programma elettorale e, chissà, programma amministrativo”.

A Palazzo D’Avalos la sua prima assemblea pubblica da battitore libero. L’ultima volta in cui aveva affrontato gli elettori faccia a faccia era stato da assessore regionale uscente, quando si ricandidò con Alleanza nazionale nella disfatta del 2005, l’anno della vittoria di Del Turco. A distanza di 5 anni sembra passato un secolo. In Regione il ciclone Sanitopoli ha spazzato via il governo di centrosinistra e l’inchiesta in corso su Rifiutopoli rischia di azzoppare pesantemente il centrodestra che ha vinto nel 2008. Ma è una campagna elettorale locale, quella che parte di fatto nel primo sabato della politica, quello in cui l’associazione Porta Nuova annuncia che parteciperà alle elezioni comunali della prossima primavera e Desiati (che di Porta Nuova potrebbe diventare alleato) annuncia: “Questo non un programma elettorale, perché l’obiettivo non è soltanto, nel caso, prendere voti. L’obiettivo è migliorare la città. Da qui alle elezioni c’è tempo per le chiacchiere e per valutare, affinché possa diventare programma elettorale e, chissà, programma amministrativo”. Ma precisa che “questa non è la presentazione di una candidatura” di un aspirante sindaco. “Non è un solo uomo – afferma l’ex assessore regionale – che salva la patria”.

“Il candidato pensa alle prossime elezioni, la politica amministrativa pensa alle prossime generazioni. Ho visto troppi palloni gonfiati scoppiare. Bum. Non lasciare il segno”. Però parla già da leader: “Abbiamo l’obbligo di costruire un nuovo metodo”, perché “a Vasto alle elezioni europee, senza candidati locali, gli astenuti sono stati il 40%. Alle elezioni provinciali, con 40 candidati vastesi, gli astenuti sono stati il 46%”.

Vuole essere trasversale: “No sono – premette – un canguro che salta qua e là. Ho la maggior parte degli amici a destra, ma vivo in questa città da sempre e, quindi, ho anche amici di centro e amici di sinistra. Il problema è che fino ad ora siamo stati abituati a valutare le persone dal colore degli occhi”.
Progetto per Vasto è rivolto “in primis ai partiti, ma anche alle associazioni, che in città sono vive, e ai cittadini”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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