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Pd: "Per comprare kil tracciato delle ex Fs bastano 500mila euro"

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VASTO – “Per comprare il sedime ferroviario su cui realizzare il percorso ciclopedonale della Costa teatina bastano circa 500mila euro”, afferma Peppino Forte, consigliere provinciale del Partito democratico. La lunga Via verde è stata depennata dal Piano triennale delle opere pubbliche della Provincia di Chieti, denuncia Forte insieme all’ex presidente della Provincia, Tommaso Coletti e al capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, Camillo D’Amico. Chiedono all’amministrazione Di Giuseppantonio di accelerare i tempi, coinvolgendo anche i privati perché “nel frattempo, il centrodestra ha completamente cancellato ogni esplicito riferimento all’ex tracciato ferroviario dal proprio programma triennale dei lavori pubblici. In precedenza – sottolinea D’Amico – noi avevamo previsto i lotti funzionali per realizzare la pista ciclopedonale. Questa iniziativa di denuncia della situazione di stallo fa il paio con la situazione generale della Provincia guidata da Di Giuseppantonio”. Secondo i Democratici, per acquistare la sola massicciata su cui si snodavano i binari da Ortona a Vasto basterebbero circa 500mila euro rispetto ai 50 milioni necessari a comprare tutto il litorale ancora di proprietà delle Ferrovie.

Coletti rivendica il progetto di rigenerazione della Costa teatina avviato dalla precedente amministrazione provinciale, approvato dal governo regionale, che ha chiesto 16 milioni di euro di finanziamenti Fas, fondi per le aree sottoutilizzate. “Sembra – dice Coletti – che la richiesta sia stata approvata dal Cipe”, comitato interministeriale per la programmazione economica, “e quanto prima le somme previste potranno essere disponibili per la Provincia di Chieti, che potrà appaltare almeno tre degli otto lotti in cui si suddivide l’importante opera pubblica”. Il primo passo verso il futuro Parco nazionale della Costa teatina, su cui nelle scorse settimane, però, il centrodestra vastese ha mostrato qualche scetticismo: “Sarebbe il caso di avviare una riflessione sull’utilità del Parco”, aveva detto Etelwardo Sigismondi, consigliere comunale e provinciale del Pdl, alla vigilia di un Consiglio comunale infuocato che ha rinviato la decisione sul perimetro dell’area protetta.

D’Amico spiega che “proponiamo: l’acquisizione dell’area dell’extracciato ferroviario anche con procedure di occupazione d’urgenza, il reiserimento della pista ciclopedonale nel piano triennale delle opere pubbliche. Sia la Provincia di Chieti a stilare un progetto di sviluppo urbanistico complessivo dell’intera area interessata, sentendo e coinvolgendo i Comuni ed aprendo, solo dopo aver realizzato l’idea progettuale di massima, ai privati per il necessario apporto economico”.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

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