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D'Alessandro (ApV): "Dal vescovo parole giuste, ma un po' in ritardo"

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VASTO – “Appaiono fuori luogo, se non intollerabili, i mugugni, le lamentele, i distinguo di una certa classe politica in seguito alle parole pronunciate da monsignor Forte”, ma “se rimprovero si può muovere” è “di essere giunto un po’ in ritardo”. E’ il commento di Davide D’Alessandro, coordinatore di Alleanza per Vasto, ai severi ammonimenti rivolti alla politica, pronunciati in città dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, in occasione delle feste patronali di San Michele Arcangelo e della visita pastorale nella parrocchia di Stella Maris, a Vasto Marina. Il presule ha criticato la cementificazione del territorio e chiesto agli operatori turistici di abbassare i prezzi.

“Sono diciassette anni – commenta d’Alessandro – che la nostra classe politica, a Roma come a Vasto, senza distinzione di schieramenti, parla parla parla di riformare il Paese, di garantirgli stabilità ed efficienza, proprio mentre la grande Germania non parla ma fa e celebra i venti anni della (ri)unificazione, di un intervento senza precedenti, di una fatica immane che ha (ri)unito popoli e speranze. E noi? Noi discutiamo ancora di Porcellum, di un parlamento di nominati. Ben vengano le omelie calde dei nostri vescovi, che denunciano la cementificazione selvaggia e l’ingordigia del potere. Non sono comizi, come ritiene certa destra. Sono le parole del popolo pronunciate dall’altare. La speranza è che abbiano maggior forza di persuasione”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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