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Futuro Parco della Costa teatina, sul perimetro proposta Sel-Prc

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VASTO – Suddividere il territorio di Vasto in zone con vincoli ambientali diversi. Dai più rigidi, che impongono di lasciare intatta la natura, ai più permissivi, che consentono di costruire. In questo modo si può accettare un perimetro del Parco nazionale della Costa teatina che abbracci il 70% del territorio comunale, come previsto dalla perimetrazione proposta dalla Regione Abruzzo. E’ la risposta di Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista a una delle questioni ambientali più importanti da affrontare: quanto deve essere grande l’area protetta per evitare di bloccare la città?

La politica vastese continua a discutere della grande riserva naturale che sarà lunga come tutto il litorale della provicia di Chieti, da Francavilla al Mare a San Salvo. Lo aveva già fatto il 14 settembre nel Consiglio comunale che, dopo ore di acceso dibattito, ha rinviato ogni decisione per approfondire e cercare soluzioni che possano mettere d’accordo maggioranza e opposizione su un progetto che può significare allo stesso tempo sviluppo turistico e tutela di una costa unica.

Parco nazionale della Costa teatina: potenziale sviluppo o ingessamento? E’ questo il tema dell’incontro pubblico che si è tenuto nella Sala Michelangelo di Palazzo D’Avalos, organizzato da Sel e Prc, favorevoli a un Parco che sia il più ampio possibile. “Sulla zonizzazione si può trovare una soluzione condivisa”, afferma Anna Suriani, assessore comunale all’Ambiente ed esponente di Sel. Quattro zone diverse con vincoli ambientali dal più intenso al più lieve, come stabilisce la legge.

Ma la posizione dei due partiti di sinistra rimane attualmente minoritaria sia considerando l’intero Consiglio comunale che la stessa coalizione di maggioranza. Pd e Idv vogliono restringere il perimetro, “altrimenti vorrebbe dire togliere al Comune qualsiasi potere decisionale sullo svilippo del suo territorio e consegnare tutto al futuro Ente Parco e agli organi che controllano il rispetto dei vincoli ambientali”, è la posizione dei settori meno radicali del centrosinistra, secondo cui inglobare tutta Vasto nell’area protetta significherebbe mettere le manette al Comune e al suo naturale compito di decidere sulla crescita della città.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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