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D'Adamo (ApV): "Volete un Parco ampio? Crescerà anche la burocrazia"

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VASTO – “La burocrazia, con l’istituzione del Parco, aggiungerebbe un altro ostacolo a quelli già esistenti”, anche per “aprire una finestrella” nel muro di casa. Francescopaolo D’Adamo (Alleanza per Vasto) dice “no” a un Parco nazionale della Costa teatina che abbracci al suo interno l’intera città e complessivamente il 70% del territorio comunale di Vasto.

Primi commenti dopo il dibattito pubblico di ieri a Palazzo D’Avalos su Parco nazionale della Costa teatina: potenziale sviluppo o ingessamento del territorio?

La questione ruota attorno alla perimetrazione individuata dalla Regione. Le forze politiche, dopo il primo rinvio nella precedente seduta del Consiglio comunale, devono prendere una decisione: confermare o no quel perimetro?

“Il filo conduttore del discorso – afferma D’Adamo – non conduceva verso le delucidazioni che io mi aspettavo. Tuttavia, a differenza del sindaco che ha abbandonato la sala dopo pochi minuti, ho continuato ad ascoltare quanto i relatori esponevano.
Ho ritenuto interessante il punto di vista dell’architetto Fabio Vallarola che, dimenticandosi che il suo collega Andrea Natale aveva esposto minuziosamente un progetto di Pianificazione territoriale, inerente il territorio di Fossacesia, durante il suo intervento ha giustificato la scelta di istituire il “Parco nazionale” dicendo che l’urbanistica ha fallito e cioè non sono sufficienti gli strumenti comunali come i Piani Regolatori per la salvaguardia dei territori. Mi permetto di contestare questo punto di vista poiché ritengo che a fallire siano state solo la politica e i progettisti inesperti o in malafede e non l’urbanistica. Sarei intervenuto, in risposta all’affermazione di Vallarola, se il moderatore Fabio Smargiassi non si fosse inserito nel discorso dicendo: Bisogna volare basso, qui c’è gente che ancora pensa che il Parco possa impedire anche di aprire una finestrella. Mi aspettavo una risposta a questo intervento e presto questa è arrivata: Col Parco non solo si potrà aprire la finestrella ma addirittura si potranno avere contributi per poter realizzare questa il legno e non in alluminio anodizzato. Ora io mi chiedo: possibile che un relatore dia una risposta del genere? Possibile che un relatore non arrivi a capire che il problema non è la finestrella in se ma la burocrazia che, con l’istituzione del Parco, aggiungerebbe un altro ostacolo a quelli già esistenti, per aprire quella finestrella? Secondo il cittadino, la matrioska dei vincoli ha già troppe bambolette. Questo è il vero problema. Se fossi intervenuto il discorso avrebbe preso un’altra piega, così, dopo questo intervento, una volta tanto ho seguito l’esempio del sindaco. Sono andato via”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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