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Parco costiero, il Pdl rimane scettico: "Meglio una variante al Prg"

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VASTO – “Se l’obiettivo è evitare la cementificazione della costa, il Comune può fare una variante al Piano regolatore”. E’ la posizione del Pdl sul futuro Parco nazionale della Costa teatina, di cui Vasto avrà la parte più ampia e rilevante. Nel centrodestra prevale lo scetticismo nei confronti del progetto. “Se il parco serve a portare benefici economici alla città, ben venga. Altrimenti, bisogna riflettere seriamente sulla sua utilità o meno”, ribadisce Etelwardo Sigismondi, coordinatore cittadino del partito di Berlusconi.

La proposta di Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista di confermare il perimetro individuato dalla regione, che abbraccia tutta la città e il 70% del territorio comunale incontra il “no” del Pdl e, dunque, un ostacolo al voto unanime in Consiglio comunale auspicato dal sindaco, Luciano Lapenna.

“Sel e Rifondazione – commenta Sigismondi – in realtà non dicono niente di nuovo, perché è la legge a prevedere la suddivisione del territorio dei parchi in quattro zone diverse con vincoli ambientali differenti”, dal più rigido al più permissivo. “Intanto, non ci hanno ancora presentato una cartina con l’individuazione di queste zone. In ogni caso – mette le mani avanti il coordinatore del Pdl – ribadisco la mia domanda: vale la pena farlo? Se c’è un vantaggio economico per Vasto, sì. Altrimenti è meglio abbandonare l’idea del Parco della Costa teatina perché, per evitare colate di cemento sul litorale, il Comune ha già tutti gli strumenti necessari. Basta fare una variante al Piano regolatore. Ma sull’urbanistica – polemizza Sigismondi – il centrosinistra ha fallito, perché non è riuscito a fare il Piano spiaggia, né a cambiare il Prg. Per le nuove Norme tecniche sono stati necessari oltre quattro anni. E l’iter non è ancora finito”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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