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Litterio respinge le accuse. Martedì racconterà al Gip la sua versione

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VASTO – “Il notaio Litterio sostiene di non aver mai creduto che il suo comportamento fosse illecito, anche perché era lui il responsabile di quelle somme e, dunque, l’erario si sarebbe potuto rivalere su di lui”. Lo afferma l’avvocato Giovanni Cerella, legale di Camillo Litterio, il notaio di Vasto che si trova da ieri ai domiciliari con l’accusa di peculato. Secondo Procura vastese e Guardia di finanza, il professionista avrebbe trattenuto somme di denaro, nell’ordine di 500 mila euro, versate dai clienti per il pagamento delle imposte. Le indagini sono partite da una denuncia dell’Agenzia delle entrate. A Litterio le fiamme gialle contestano anche una presunta evasione fiscale da 300mila euro. La perquisizione dello studio notarile di via XXIV Maggio è terminata nella serata di ieri. “Chiederemo – annuncia Cerella – la revoca del provvedimento. Se dovesse risultare un uso temporaneo delle somme, non si giustificherebbe l’applicazione degli arresti domiciliari”. Martedì il notaio settantaduenne comparirà dinanzi al Gip del Tribunale di Vasto, Caterina Salusti, per l’interrogatorio di garanzia.

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