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Litterio: "Solo ritardi nei pagamenti". Finanza sequestra 157mila euro

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VASTO – Ammonta a 157mila euro la somma sequestrata dalla Guardia di finanza di Vasto al notaio Camillo Litterio, accusato di peculato. Sarebbe la cifra equivalente alle imposte evase. Intanto il Gip del Tribunale di via Bachelet, Caterina Salusti, si è riservato cinque giorni per decidere sulla richiesta di remissione in libertà presentata dall’avvocato Giovanni Cerella, difensore del professionista.

Litterio, 72 anni, notaio conosciutissimo in città ed ex presidente della Pro Vasto, è ai domiciliari dal 14 ottobre scorso, giorno del blitz delle fiamme gialle nel suo studio di via XXXIV Maggio, nello stesso stabile in cui si trova la sua abitazione. La Finanza e la procura della Repubblica gli contestano di aver trattenuto consistenti somme consegnate dai clienti per il pagamento delle imposte sugli atti notarili stipulati. Di qui il peculato quale ipotesi di reato.  

Il sequestro. Un nuovo provvedimento è stato eseguito oggi dalla Finanza, che ha perfezionato il sequestro preventivo di 157mila euro, equivalenti all’Iva che, secondo le fiamme gialle, Litterio non avrebbe versato nel 2008. E’ il primo provvedimento del genere attuato nel Vastese per una cifra pari a quella che si presume evasa. 

“Gran parte della somma – scrive in una nota il capitano Luigi Mennitti, comandante della Compagnia di Vasto – è già stata acquisita in contanti dai  militari nel corso della perquisizione eseguita a carico del Litterio il 14 ottobre, in occasione dell’arresto disposto in relazione al reato di peculato. Con tale provvedimento veniva contestato al professionista di essersi appropriato delle somme a lui consegnate dai clienti per il pagamento delle imposte di registro.
“Tale misura”, cioè il sequestro per equivalente, “è stata resa possibile – spiega Mennitti – da una recente legge finanziaria che ha previsto la possibilità di aggredire il patrimonio dell’evasore acquisendo al patrimonio dello Stato una somma equivalente all’imposta evasa”.

L’interrogatorio. Il notaio è comparso stamani davanti al Gip del Tribunale di Vasto, Caterina Salusti. “Al magistrato – racconta Cerella – il mio assistito ha spiegato che si è trattato di un ritardo nei pagamenti, elencando i beni a garanzia del credito vantato dall’erario nei suoi confronti e sostenendo di essere in procinto di pagare”. Il pubblico ministero, Francesco Prete, ha espresso parere negativo sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari, vista la necessità di ultimare gli accertamenti e di acquisire tutta la documentazione dai computer dello studio professionale. Il giudice per le indagini preliminari si è riservato di decidere entro 5 giorni.

micheledannunzio@vastoweb.com

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